«Tassa di soggiorno dall’anno prossimo»

23 Luglio 2017

Roseto, l’assessore Frattari lancia la proposta: «Prima ci confronteremo con gli operatori turistici e i Comuni limitrofi»

ROSETO . «Stiamo pensando di introdurre per il 2018 la tassa di soggiorno a Roseto grazie alla possibilità prevista dal decreto legge 50 del 2017, ma prima ci sarà un confronto con tutti i portatori di interesse, dagli albergatori ai balneatori e i commercianti e, ovviamente, i Comuni limitrofi». A dirlo è l’assessore al bilancio di Roseto Antonio Frattari, che apre alla possibilità d’introdurre la nuova imposta che andrà a gravare sulle tasche dei turisti, così come già avviene in molte località di villeggiatura in Italia. Il decreto legge 50 del 2017, infatti, consente di istituire la tassa di soggiorno fin da subito, ma il Comune di Roseto vuole prima confrontarsi con gli operatori di settore e le amministrazioni comunali vicine. «Con questo importante atto amministrativo», spiega Frattari, «si confermerà la sussistenza degli equilibri di bilancio sia sotto il profilo della cassa, sia sotto il profilo della competenza. Il tutto è naturalmente subordinato alla vendita del terreno di proprietà del Comune sul lungomare sud di Roseto, a copertura del disavanzo che abbiamo ereditato».
La delibera contenente anche la verifica dello stato di attuazione dei programmi, fa sapere l’amministratore, ha avuto il parere favorevole dei revisori dei conti, seppure con la riserva riferita proprio all’alienazione di quell’area. «Non abbiamo voluto l’istituzione affrettata della tassa di soggiorno, nonostante il suggerimento dei revisori», specifica Frattari, «perché preferiamo confrontarci con gli operatori balneari, con gli albergatori, con i commercianti e con tutto il mondo del turismo che è il più vitale dell’economia rosetana nonché coordinarci con i Comuni limitrofi». Cosa ne pensano questi ultimi? Robert Verrocchio, sindaco di Pineto, è aperto al confronto. «Noi comuni della costa teramana, e non solo, ci siamo già incontrati diverse volte per parlare di questo importante argomento», specifica, «in Abruzzo, sulla costa, Vasto ha già adottato la tassa di soggiorno nel 2014. È un tema delicato, che deve essere affrontato parlando con tutti gli operatori di settore. La tassa di soggiorno è sicuramente uno strumento per investire sul rilancio del turismo della costa. È chiaro che ci deve essere uniformità tra tutti i comuni, un’idea condivisa. Se dovesse servire per la promozione turistica e per le manifestazioni ben venga, ma è necessario un confronto». E gli operatori di settore come si pongono? Il Presidente dell’associazione albergatori di Roseto, Adriano De Sanctis, respinge l’idea della nuova imposta. «Siamo assolutamente contrari», fa rilevare, «perché il turismo non si favorisce aumentando le tasse. È necessario comunque confrontarsi con tutti, esprimere ognuno la propria opinione e valutare di conseguenza».
I balneatori, invece, sono più disponibili a un’apertura verso la tassa, ma a determinate condizioni. «Può essere utile introdurla per promuovere il turismo», afferma il referente dei balneatori rosetani Bruno Pierandozzi, «e organizzare manifestazioni. Siamo disponibili a un confronto con il Comune e le altre associazioni». Dello stesso avviso è il presidente di Assorose Annalisa D’Elpidio specificando che «quei soldi poi dovranno essere reinvestiti esclusivamente per la promozione turistica».
Luca Venanzi
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