Tassa di soggiorno, disparità per i camping
Ortelli (Faita) denuncia: l’imposta da noi si paga per 15 pernottamenti e non per 10 come negli hotel
ROSETO. «Perché per i camping la tassa di soggiorno si paga per 15 pernottamenti, mentre per le altre strutture fino a 10?». Non è l’unica osservazione dell’esponente della Faita Federcamping, Ivano Ortelli, presente giovedì pomeriggio alla riunione in Comune sull’imposta di soggiorno.
Ortelli, come anche esponenti di altre associazioni turistiche, avrebbe preferito un maggiore confronto prima di decidere sull’introduzione della tassa di soggiorno. «Ogni attività ha esigenze diverse», precisa Ortelli, «per esempio, almeno per quest’anno, sarebbe stato più giusto a mio avviso introdurre la tassa solo per l’alta stagione, a luglio e agosto, perché in bassa stagione i prezzi, almeno per i camping, sono davvero bassi, e anche un euro al giorno in più fa differenza». Ad aprile due persone, per una piazzola, pagano 17 euro al giorno, con l’aggiunta di servizi come la corrente, le docce calde, e carico e scarico camper, e 2 euro di tassa al giorno, sui 17, equivalgono a un aumento del 14 per cento. «I clienti che frequentano Roseto», specifica Ortelli, «sono molto attenti a tutte le spese, e tassarli ulteriormente in bassa stagione non è opportuno». Ortelli poi sottolinea la disparità tra i vari comuni della costa teramana in merito all’imposta di soggiorno. «Pineto la introduce nel 2019, Tortoreto anche, solo Giulianova la mette come Roseto, ma con un regolamento diverso», dice Ortelli, «perché per i camping sono previsti 50 centesimi al giorno e non un euro come Roseto. Secondo me sarebbe stato preferibile partire insieme e con un unico regolamento, magari provinciale, per non creare disparità tra le varie località, che sono molto simili tra loro per offerta turistica».
I problemi che potrebbero derivare dall’imposta di soggiorno introdotta con queste modalità, secondo Ortelli, sono molteplici. «Nel regolamento ci sono molte ombre», spiega Ortelli, «perché è stato fatto in fretta. Dovrebbero essere rivisti molti punti, per esempio spiegare bene che chi soggiorna a Roseto per 10 giorni, o nei camping per 15, l’undicesimo o il sedicesimo giorno la tassa non si deve pagare. E poi noi dovremmo versare gli introiti dell’imposta di soggiorno entro il 16 del mese successivo (il 16 maggio per il mese di aprile), ma secondo il regolamento in realtà, così com’è scritto, noi dovremmo versare la quota dopo due mesi. Per tutti questi motivi noi non siamo contro la tassa, ma si poteva attendere un anno e studiare meglio il regolamento per presentarlo poi nel 2019 senza dubbi». (l.v.)
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