Tassa di soggiorno, Mosciano fa dietrofront

Il Comune ci ripensa a causa dell’emergenza coronavirus e ne rinvia l’introduzione all’anno prossimo
MOSCIANO . Il Comune di Mosciano ci ripensa e rinvia l’introduzione della tassa di soggiorno all’anno prossimo. La decisione è stata presa ieri a causa dell’emergenza coronavirus che sta mettendo a dura prova il settore del turismo. In una nota il Comune polemizza con la minoranza sottolineando di avere discusso la l’introduzione della tassa di soggiorno con le associazioni di categoria e con i titolari delle strutture ricettive. Era stata quindi stilata una bozza di regolamento «valutata dalla commissione consiliare alla quale l’opposizione, benché invitata, non ha preso parte». Viene sottolineato che il provvedimento aveva già seguito parte dell’iter previsto, ma senza divulgare la notizia, in quanto era in atto un confronto in merito all’opportunità, dato il momento, di rendere esecutivo il provvedimento. «Nonostante ciò l’opposizione», sottolinea la nota dell’amministrazione guidata dal sindaco Giuliano Galiffi, «non ha perso l’occasione di fare polemica attaccando strumentalmente l’amministrazione, benché non abbia preso parte alla commissione consiliare adducendo questioni di incompatibilità che, almeno per quanto attiene l’imposta di soggiorno, non sembrano sussistere». Se ne dovrebbe riparlare in autunno con il lavoro di preparazione già svolto. I l gruppo di opposizione Obiettivo Mosciano ritiene che l’intenzione di introdurre l’imposta di soggiorno vada del tutto revocata e non rinviata: «Dalla maggioranza ci aspettiamo misure reali e concrete a sostegno del turismo, non una mera tassazione». (al. al.)
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