Tassa di soggiorno solo nei mesi estivi
Il sindaco ne ha discusso con gli operatori. Si pensa anche a un tavolo permanente sul turismo
ROSETO. La tassa di soggiorno a Roseto per il 2019, probabilmente, si pagherà solo nei mesi estivi, e le tariffe verranno adeguate a quelle dei Comuni limitrofi. Sono le promesse del sindaco Sabatino Di Girolamo, che martedì sera ha accolto le proposte delle associazioni turistiche, molto agguerrite dopo il mancato confronto dello scorso anno, dove l’istituzione dell’imposta e il relativo regolamento furono decise senza un reale confronto.
Il primo cittadino è ottimista, e sta pensando anche alla terza proposta, ossia quella dell’istituzione di un tavolo tecnico di lavoro permanente composto dai rappresentanti delle associazioni di categoria, dal sindaco e dall’assessore al turismo, dove dovrebbero essere determinati gli indirizzi e le modalità di spesa degli introiti derivanti dalla tassa. «Tutte queste decisioni però», precisa Di Girolamo, «verranno concordate nel prossimo incontro con le associazioni che ci sarà dopo il 10 febbraio».
Martedì sera, però, il clima a tratti è stato teso, perché i presidenti delle associazioni hanno espresso vari punti di vista, come per esempio la presidente dell’associazione dei bed and breakfast “Rive d’Abruzzo”, Lucia Simioni. «Io penso che la tassa di soggiorno sia un finto problema, un’arma di distrazione di massa», ha detto Simioni, «io e tanti altri non siamo contrari alla tassa di soggiorno perché, in fin dei conti, i turisti arrivano e consumano. Ho espresso il problema di avere una classe dirigente che amministra la città competente, che l'amministrazione turistica sia in mano a chi ha competenze in questo settore, che non ci si può improvvisare e che le promesse vanno mantenute». Sulla stessa linea della Simioni anche il presidente dell’associazione albergatori, Adriano De Sanctis. (l.v.)
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