Tassa di soggiorno, trovato l’accordo

28 Marzo 2019

Si punta a istituire una Fondazione di partecipazione che gestirebbe parte degli introiti dell’imposta turistica

ROSETO. Una risoluzione urgente con la promessa di istituire una “Fondazione di partecipazione” entro quattro mesi. È la soluzione trovata ieri sera, dopo un’ora di interruzione del consiglio comunale, per cercare di approvare la delibera relativa alla tassa di soggiorno 2019. Non c’è però l’accordo definitivo sulla percentuale di introiti dell’imposta che dovrà gestire il nuovo organo giuridico: i consiglieri d’opposizione Enio Pavone e Angelo Marcone, in particolare, preferiscono destinare tra il 30 e il 40 per cento, mentre la maggioranza pare non vada oltre il 20 per cento. La Fondazione di partecipazione («un cambiamento epocale», l’hanno definita alcuni consiglieri) è una sorta di ente di manifestazioni cittadino, già istituito in tre Comuni italiani tra i quali quello di Savigliano in provincia di Cuneo, che gestirebbe parte degli introiti derivante dalla tassa di soggiorno, per poi decidere come investirli sul territorio; ne farebbero parte il sindaco, o un suo delegato, e rappresentanti di associazioni. «Per esempio questo ente potrebbe decidere di investire le risorse», precisa Pavone, «per acquistare biciclette per il bike sharing oppure bus navetta elettrici, da mettere poi a disposizione dei turisti gratuitamente». La restante parte degli introiti, ovviamente, sarebbe gestita dall’amministrazione comunale.
Il problema derivava fondamentalmente dell’articolo 13 del regolamento, che parla di un semplice tavolo di concertazione che alla fine avrebbe rimesso le decisioni su come investire tutti gli introiti all’amministrazione. Un accordo politico, dunque, pare sia stato trovato, ma ora si dovrà aspettare l’evoluzione della situazione. Di certo questo ha permesso di evitare la lunga discussione sui 500 emendamenti presentati da Pavone e Marcone, sui quali tra l’altro il collegio dei revisori dei conti aveva dato parere negativo.
In merito alla delibera sulla tassa di soggiorno, e il suo relativo regolamento, a tarda ora dovrebbe essere stata approvata secondo le linee guida che la maggioranza ha recepito da alcune associazioni turistiche: prima di tutto il periodo di applicazione, che andrà dal 1° giugno al 31 agosto 2019 (e non dal 1° aprile al 30 settembre come nel 2018), poi il massimo di 10 pernottamenti, per il pagamento della tassa, per tutte le tipologie di strutture. Le tariffe, poi, saranno le stesse dello scorso anno, con la sola differenza della divisione dei villaggi turistici per tipologia di “stelle”: si va dai 2 euro a persona per ogni pernottamento per gli hotel e villaggi turistici a 5 stelle agli 80 centesimi per hotel e villaggi turistici a una stella, agriturismi, bed and breakfast e affittacamere, mentre per tutte le altre tipologie di strutture, tranne per hotel e villaggi turistici a 4 stelle a 1 euro e 50 centesimi, la tariffa sarà di un euro. «Mettiamo da parte i personalismi», ha detto il consigliere Mario Nugnes nel suo intervento, «e cerchiamo di trovare una soluzione condivisa in toto».
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