«Tassa di soggiorno? Vincerà chi non la mette»

Per il presidente del consorzio Costa l’imposta può danneggiare Giulianova «A Tortoreto potremmo sfruttarne la mancata introduzione per attirare turisti»
GIULIANOVA. Si potrebbe arrivare, per assurdo ma realisticamente, ad impostare messaggi di promozione turistica proprio sulla presenza o meno della tassa di soggiorno. E’ una tesi che Francesco Muscella, presidente del Costa, il Consorzio sviluppo turistico abruzzese, condivide in pieno ed anzi sottolinea: «A Tortoreto, tanto per fare un esempio, potremmo vedere alberghi con tanto di scritta ‘tax free’ che significherebbe concorrenza basata esclusivamente sull’assenza dell’imposta di soggiorno. Una specie di specchietto per le allodole con vantaggi a costo zero per alcuni e ricadute negative per altri».
Il presidente del Costa, che conta oltre venti associati, soprattutto albergatori, sostiene di essere contrario al concetto ed alla metodologia dell’applicazione dell’imposta. Mancherebbe una programmazione e, soprattutto, non sarebbe individuato lo scopo. Insomma, un vero e proprio boomerang con possibile ripercussione economica soprattutto sui giuliesi. «Questo aspetto», dice Muscella, «è un ulteriore motivo di pessimismo».
Parlando dei flussi turistici del 2016, secondo Muscella a Giulianova ci sarebbe stata una standardizzazione delle presenze con sottili variazioni in più o in meno da una stagione all’altra. Un dato positivo sarebbe venuto quest’anno dalla qualità delle acque, molto apprezzata dai clienti delle strutture ricettive. Muscella pone l’accento sulla redditività che starebbe subendo un trend negativo costante e per ovviare a ciò occorrerebbe tornare su una crescita a doppia cifra a vantaggio dei servizi e dell’occupazione. «Il problema», secondo l’esponente del Costa, «diventa strutturale e nel prossimo futuro avremo problemi di nuovi investimenti. I mesi di maggio e settembre sono assolutamente da recuperare per aumentare i margini di redditualità». Attualmente gli alberghi lavorerebbero solo 80 giorni e con scarsa comunicazione tra le varie categorie.
La consulta del turismo, secondo Muscella, avrebbe svolto un buon servizio di programmazione che però non sarebbe stato valorizzato dall’amministrazione comunale. «Il lavoro sul turismo», insiste Muscella, «deve portarlo avanti chi conosce la materia. Non si possono percorrere sentieri improvvisati e privi di contenuti che diventano dannosi». Sulla crisi del settore il presidente del Costa non ha dubbi: «La flessione della redditività delle imprese turistiche deriva sia dalle problematiche nazionali e sia dalla mancanza di vicinanza da parte dell’amministrazione locale».
Alfonso Aloisi
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