Tassa rifiuti, annullati 40 avvisi: il Comune pagherà 250mila euro

1 Novembre 2022

La Corte di giustizia tributaria accoglie i ricorsi contro gli accertamenti per gli anni 2016 e 2017 Questo comporta per l’ente dover sborsare 6.500 euro di spese legali per ogni procedimento

ROSETO. Il Comune di Roseto, con l’annullamento di circa 40 avvisi di accertamento sulla Tari 2016 e 2017 da parte della Corte di giustizia tributaria di primo grado di Teramo, dovrà pagare per ogni ricorso 6.500 euro di spese legali, per un totale di circa 250mila euro. A sollevare la situazione nell’ultimo consiglio comunale è stata la consigliera di opposizione e capogruppo dei Liberi Progressisti, Rosaria Ciancaione.
«Al Comune costerà davvero tanto essersi avventurato su accertamenti retroattivi», spiega Ciancaione, «solo sulla base di foto aeree del 2018. Si continua purtroppo a creare contenzioso opponendosi, tra l’altro, a sentenze che dovrebbero chiudersi con la restituzione delle somme non dovute, i famosi 800mila euro, come nel caso della mozione approvata all’unanimità nel consiglio del 26 maggio scorso sulla Tari 2018, in esito alla sentenza del Tar Abruzzo numero 83 del 2019, sul ricorso presentato dalla cooperativa balneatori Roseto-Pineto, dall’Ara albergatori e da Assorose commercianti». La mozione approvata, integrata con un emendamento, impegnava il Comune a predisporre entro tre mesi un piano di rimborso, anche pluriennale, in modo da consentire la restituzione nell’arco di tre/cinque anni delle maggiori somme pagate. «Invece», prosegue Ciancaione, «in modo assolutamente ingiustificato, con delibere del 30 giugno scorso, a distanza di un mese dall’approvazione della mozione, il Comune si è opposto in Cassazione a ben 20 sentenze della commissione tributaria regionale per l’Abruzzo, che riconoscevano ai balneatori e altri operatori economici il diritto di pagare somme ricalcolate sulla base della sentenza del Tar numero 83 del 2019 che ne aveva accolto le doglianze. E non ci si venga a dire che i ricorsi devono essere portati fino in Cassazione, a prescindere, per evitare responsabilità e danni per l’ente, quando i danni, a ben vedere, probabilmente ci saranno davvero, sia perché queste opposizioni hanno il sapore della temerarietà sia per il rischio di un giudizio di ottemperanza più volte annunciato dai balneatori che, vista la situazione, potrebbe arrivare a breve».
Ciancaione infine invita il Comune a rispettare le sentenze. «Le sentenze non sono carta straccia», conclude, «e in questo momento difficile per caro bollette e carburante, con stipendi che risultano più bassi di trent’anni fa, in particolare per i precari, ci aspetteremmo un importante segnale di attenzione, a cominciare dalla restituzione degli 800mila euro ai cittadini sulla Tari 2018 e dalla chiusura di tutti i contenziosi in essere, assicurando quello che in un Paese democratico si chiama diritto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA