Tassa soggiorno, dietrofront della consulta del turismo

27 Ottobre 2016

Rientrano le minacciate dimissioni dopo il via libera del consiglio comunale Il presidente: «Prima aspettiamo la delibera sul piano triennale turistico»

GIULIANOVA. Passo indietro della consulta del turismo. Nella riunione di ieri pomeriggio ha deciso di continuare la propria attività invece di rassegnare in blocco le dimissioni così come annunciato dopo l’approvazione del regolamento della tassa di soggiorno nel consiglio comunale di lunedì.

Già ieri mattina, infatti, per andare incontro alle richieste della consulta, presieduta da Marco Di Carlo, l’assessore al turismo Gianluca Grimi, insieme all’ex dirigente Andrea Sisino, ora responsabile dell’Ambito sociale Tordino, stava predisponendo una delibera di giunta con la quale il Comune darà incarico alla consulta del turismo di articolare un piano strategico triennale del turismo. Così la consulta ha deciso di aspettare e visionare prima la delibera. «Abbiamo deciso di mantenere un atteggiamento responsabile», ha dichiarato Di Carlo a fine della riunione, «e di attendere la delibera che dovrebbe essere pronta già oggi. Rimane la delusione per un’imposta e un regolamento non condiviso e per il non accoglimento delle nostre 13 osservazioni al regolamento. Rimaniamo per svolgere il nostro ruolo di garanti delle istanze del territorio». Far parte della programmazione turistica in modo da poter dare suggerimenti sull’effettivo utilizzo dei fondi che dovrebbero entrare dall’imposta di soggiorno (550mila euro solo per il 2017) era infatti proprio quello che la consulta aveva richiesto all’amministrazione. «Diamo seguito concreto», ha commentato Grimi, «a quanto concordato con gli operatori. La consulta, come organo dell’amministrazione comunale l’abbiamo voluta noi per primi. Le abbiamo dato dignità giuridica con apposito regolamento e intendiamo avvalercene». Gli operatori turistici erano scesi sul piede di guerra, dopo il consiglio di lunedì, perché, proprio durante l’assise civica, lo stesso Grimi aveva detto che l’impiego dei fondi introitati dalla tassa sarebbe stato oggetto di una relazione di fine anno.

Gli operatori turistici, allora, che avevano avanzato diverse modifiche al regolamento si erano sentiti presi in giro e messi da parte. Quello che avevano sempre chiesto gli operatori, ben sapendo che l’imposta era vitale per il sostentamento economico dell’amministrazione comunale, era appunto l’adozione condivisa di un piano marketing territoriale per dare progettualità e coerenza allo scopo dell’imposta, considerata sempre comunque come una «tassa inospitale».

Margherita Totaro

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