Tassa soggiorno senza tariffe: è protesta

L’associazione albergatori di Pineto: «Noi abbiamo già stampato i listini e i turisti troveranno una brutta sorpresa»
PINETO. Gli albergatori di Pineto protestano contro il Comune per la mancata comunicazione delle tariffe dell’imposta di soggiorno che sarà in vigore dalla prossima stagione estiva. Il presidente della locale associazione di categoria Pio Pavone fa notare che «l’amministrazione comunale da tempo ha stabilito l’introduzione dell’imposta di soggiorno e poteva in tempi celeri comunicarci anche quali tariffe applicare, considerando che ad oggi, molte attività ricettive hanno già stilato il listino per l’anno in corso con i prezzi da sottoporre ai clienti senza tener conto degli aumenti». Per pavone si tratta di una correttezza verso il turista che non va trascurata. E poi ci sono anche strutture, come case vacanze e camping di grandi dimensioni che devono comunicare variazioni dei prezzi ai tour operator in largo anticipo.
«Da parte nostra», aggiunge Pavone, «abbiamo chiesto al Comune di Pineto di uniformarci alle tariffe vigenti nel limitrofo comune di Roseto, ossia 1 euro a persona oltre il prezzo di listino per alberghi di 3-4 stelle, 0.80 centesimi per hotel a due stelle. Nel regolamento rosetano l’imposta va applicata solo per i primi sei giorni di soggiorno». Dopo avere ribadito che i proventi della tassa di soggiorno vanno utilizzati per il comparto turistico, Pavone propone di stampare una carta servizi da dare al cliente al suo arrivo (tipo cartine, convenzioni e altre agevolazioni) in modo che il turista che paga in più la tassa percepisce anche che ha qualcosa in più in termini di servizi. L’esortazione da parte degli albergatori nei confronti dell’amministrazione guidata dal sindaco Robert Verrocchio arriva dopo il consiglio comunale della settimana scorsa che ha affrontato solo alcuni aspetti del regolamento della tassa di soggiorno, senza toccare il tema delle tariffe. Giorni fa il consigliere di opposizione Gianni Assogna ha detto: «Siamo oramai a fine gennaio quando i listini per la prossima stagione estiva sono già stati stilati. Ora è troppo tardi e comunicare al cliente di dover pagare un prezzo più alto del suo soggiorno, non solo è scorretto ma anche antipatico che non va a favore del nostro turismo».
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