Tassa sulla pubblicità, il sindaco rassicura

Assorose teme di dover pagare il 30% in più. Di Girolamo: «Revoca dell’aumento entro il 31 maggio»
ROSETO. «Ma l’impegno del sindaco sull’eliminazione dell’aumento del 30 per cento sull’imposta delle affissioni pubblicitarie è stato mantenuto?». Se lo chiede Annalisa D’Elpidio, presidente dell’associazione commercianti Assorose, a un mese circa dal consiglio comunale nel quale fu approvato il bilancio di previsione 2019 che conteneva comunque l’aumento, ma in cui il sindaco Sabatino Di Girolamo promise di eliminare l’aumento stesso nel giro di qualche settimana. Il 30 aprile, poi, sarebbe dovuto arrivare ai commercianti il bollettino con la rata da pagare, ma dagli uffici comunali fanno sapere che la scadenza è stata posticipata al 31 maggio perché è in corso l’iter per l’eliminazione dell’aumento.
«Lunedì è stata approvata in giunta comunale la delibera di sospensiva», dice il sindaco, «in attesa di valutare qual è il percorso migliore per perfezionare la revoca. Contiamo di giungere a una conclusione entro il 31 maggio, giorno in cui i commercianti dovranno pagare l'imposta».
La ditta Abaco intanto, incaricata per il censimento delle insegne pubblicitarie nel territorio comunale e la riscossione, ha completato il censimento di tutte le insegne pubblicitarie del territorio, e due giorni a settimana in questo mese i suoi dipendenti sono presenti in Comune per tutte le spiegazioni. Tutto nacque dall’annuncio del Comune dell’aumento del 30% sulle insegne pubblicitarie, con la reazione dei commercianti che, come forma di protesta, decisero di coprire le insegne dei loro negozi con le buste della spazzatura, protesta poi ritirata con la marcia indietro del sindaco che decise per eliminare l’aumento. Oltre alle insegne pubblicitarie, la ditta Abaco è stata incaricata anche per il censimento dell’occupazione di suolo pubblico (Tosap). (l.v.)
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