Tassa sulle insegne, protesta anche l’Ara

3 Aprile 2019

L’associazione degli albergatori si schiera contro l’aumento del 30% deciso dal Comune

ROSETO. Non si placano le polemiche dopo l’aumento del 30 per cento della tassa sulla pubblicità a Roseto. All'associazione commercianti Assorose, infatti, si unisce anche l’associazione albergatori Ara, altra categoria interessata dagli aumenti, sia sulla pubblicità sia per la Tosap. «Noi appoggeremo Assorose per qualsiasi forma di protesta», dice il presidente di Ara Adriano De Sanctis, «non sono accettabili gli aumenti, soprattutto in questo periodo di forte difficoltà per tante attività». Dopo la replica del sindaco Sabatino Di Girolamo, Assorose precisa che «l’associazione, per statuto, non ha finalità né matrici politiche, ma ha lo scopo della tutela degli interessi della propria categoria facendosene portavoce». Solo nell’ultima settimana ben due esercizi commerciali del centro hanno cessato la propria attività abbassando per sempre le serrande, un’attività ha già rimosso la propria insegna pubblicitaria, e altre ipotizzano di capovolgerle. «Purtroppo l’atteggiamento “allarmistico” del quale si rammarica il nostro sindaco», si legge nella nota di Assorose, «non è solo di una parte di commercianti, ma è la triste realtà che coinvolge tutti gli esercizi commerciali, già chiamati a combattere contro il sistema della grande distribuzione e del commercio on line, e ancor di più esasperati dal continuo aumento in questi anni della pressione fiscale disposta dall’amministrazione. Non è bastato l’aumento del 40 per cento della Tari nel 2017, ora anche il 30 per cento sull’imposta della pubblicità. E poi? Dove si andrà a finire?». L’associazione commercianti cita l’esempio di alcuni Comuni della Lombardia, dove hanno già adottato un programma di azioni mirate a rafforzare il commercio cittadino, rimodulando tariffe e contributi di competenza del Comune, al fine di commisurarli all’effettivo fatturato dell’azienda, oltre ad altre misure che incentivino la prosecuzione dell’attività. «Nel nostro caso, piuttosto che ricevere incentivi», prosegue Assorose, «si deve con amarezza constatare che l’unica soluzione adottata dall’Ente è ancora una volta quella di aumentare l’imposizione fiscale e ancora una volta a carico delle attività commerciali. Invitiamo il sindaco a non rammaricarsi ma a comprendere il difficile momento». (l.v.)
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