Tasse, completate le verifiche: ci sono 2,3 milioni da recuperare

La somma, accertata dalla società incaricata, si riferisce alle quote non versate a partire dal 2017 Per l’imposta sugli immobili mancano 1,7 milioni, restano da incassare anche 662mila euro sulla Tari
TERAMO . Il Comune deve incassare 2,35 milioni per tasse non pagate. È la cifra da inserire in bilancio degli accertamenti riferiti al gettito fiscale degli anni passati. La somma raggruppa i dati relativi a Imu, Tari e Tasi elaborati dalla società Andreani, incaricata dall’ente di verificare l’effettivo versamento delle imposte locali rispetto agli introiti stimati. L’esito dei controlli è stato comunicato all’ufficio tributi dell’amministrazione che, dunque, ha disposto l’inserimento delle cifre nel bilancio di quest’anno.
Si tratta di un’operazione contabile che rende le somme esigibili nel corso della parte residua del 2023, anche se l’incasso non può essere dato per certo. La cifra più consistente è riferita all’imposta sugli immobili. Per il periodo che va dal 2017 all’anno scorso la società incaricata ha emesso 1.138 accertamenti per un importo di poco inferiore a 1,7 milioni. La cifra indicata dalla Andreani in partenza ammontava a quasi 2,7 milioni, ma è stata corretta al ribasso al netto di rettifiche, annullamenti, ricorsi e sospensioni. Uno scarto, sebbene di entità inferiore, c’è anche per il mancato pagamento della tassa sui rifiuti. In questo caso il periodo di ferimento è dal 2017 al 2021 e inizialmente la somma da incassare era di circa 978mila euro. Le correzioni in corso d’opera, però, hanno fatto scendere il totale a poco meno di 662mila euro, comprensivi di sanzioni e interessi così come nel caso dell’Imu. È di impatto più contenuto l’accertamento sulla Tasi, la tassa per i cosiddetti servizi indivisibili ormai soppressa. Tra il 2017 e il 2019, ultimo anno di applicazione, in base ai controlli della Andreani non stati pagati 17.701 euro, considerate le variazioni apportate a seguito del primo controllo che aveva fatto registrare quote non pagate per 21.140 euro. Le somme in questione vanno iscritte nei rispettivi capitoli del bilancio di previsione per il quale a inizio agosto è stata approvata in consiglio una variazione da oltre quattro milioni di euro. A illustrare in aula i vari passaggi dell’operazione è stato l’assessore alle finanze Stefania Di Padova. La quota maggiore, che si attesta a 940mila euro, sarà destinata alla realizzazione di opere pubbliche.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

