Tasse non pagate: scatta maxi-sequestro

Alba, il tribunale sigilla contanti e cinque immobili per un valore di mezzo milione a un costruttore. Indaga la Finanza
ALBA ADRIATICA. Il sequestro preventivo disposto dal gip risale al mese di ottobre e ora il tribunale del Riesame lo ha confermato respingendo il ricorso. Restano, dunque, sequestrati 500mila euro, tra contanti e immobili, all’amministratore di una società di Alba Adriatica operante nel settore della costruzione di immobili.
L'operazione portata avanti dalla guardia di finanza di Giulianova riguarda l'imposta sul reddito delle società che, secondo l’accusa, sarebbe stata evasa. L'attività è partita da una verifica fiscale: secondo l’accusa l'ispezione fatta ha permesso di rilevare che l'amministratore della società, evasore totale per l'anno 2017, avrebbe omesso di presentare la dichiarazione sottraendo a tassazione una base imponibile pari a oltre 2 milioni e mezzo di euro. «Nel corso della verifica», si legge in una nota delle Fiamme gialle, «è stato anche rilevato che il rappresentante legale della società, a seguito dell’accesso della guarda di finanza di Giulianova, ha venduto quattro immobili tra cui uno a Positano, per un valore complessivo di un milione 300mila euro. Data la rilevanza penale degli elementi investigativi raccolti, è stata data comunicazione alla Procura che, per scongiurare la distrazione del patrimonio dell'evasore, ha chiesto il sequestro di somme liquide e di cinque immobili ubicati a Martinsicuro e Alba Adriatica per un valore complessivo pari all’imposta evasa di 537mila euro». Richiesta, quella della Procura, che è stata accolta dal gip. L’inchiesta è del pm Francesca Zani che nel frattempo ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini per l’amministratore della società, che è indagato per reati tributari. (d.p.)
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