«Tasse non riscosse per i pochi controlli»
TORTORETO. «Anche la gestione della riscossione coattiva provocò dissapori all’interno dell’amministrazione Richi». A parlare è di nuovo l’associazione Impegno Civico, che tra i membri annovera anche...
TORTORETO. «Anche la gestione della riscossione coattiva provocò dissapori all’interno dell’amministrazione Richi». A parlare è di nuovo l’associazione Impegno Civico, che tra i membri annovera anche gli assessori dissidenti della maggioranza di Tortoreto caduta nel 2016. Nella discussione sorta dopo il rincaro del 30% della Tari,dovuto soprattutto alla mancata ricosssione, l’associazione torna ad attaccare l’attuale amministrazione del sindaco Domenico Piccioni per la mancata informazione alla cittadinanza. Stesse accuse a chi l’ha preceduta negli anni, anche segnalando dettagli e dubbi su quanto accaduto intorno alla questione dell’Abaco, la società di riscossione che gestiva il servizio per il Comune fino al 2015, quando l’ente avviò un contenzioso per recuperare alcune somme non incassate.
Si legge nella nota di Impegno Civico: «Nel 2008 il consiglio comunale affidò il servizio all’esterno. Come mai in questo lungo periodo non ci sono stati controlli accurati? Come è stato possibile arrivare a non riscuotere ben 10 milioni di euro? Oggi si chiede ai cittadini di essere bancomat per la politica, costretti a pagare le tasse anche per i furbetti». Poi su quanto accadde nel 2015 il gruppo politico afferma: «Gli assessori oggi in Impegno Civico furono i promotori di azioni a tutela delle casse comunali, dalla riassunzione della gestione diretta della riscossione, al versamento degli introiti dei tributi direttamente su conto corrente del Comune, alla realizzazione di un database per monitorare la situazione. Questa scelta politica di buon senso creò non pochi dissapori all’interno della maggioranza. Prima, a partire dal 2006, nessuna amministrazione aveva messo in campo azioni concrete per la verifica puntuale dei pagamenti delle tasse». (l.t.)
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