«Tavolo dei sindaci per l’ospedale»

19 Novembre 2017

Vagnoni fa una serie di proposte per potenziare e rilanciare il “Val Vibrata”

MARTINSICURO. Il primo cittadino di Martinsicuro propone la creazione di un tavolo permanente tra i sindaci della Vibrata per potenziare l’ospedale di Sant’Omero.
Massimo Vagnoni riepiloga il dibattito che ha acceso l’intera provincia da un anno a questa parte. Il progetto di Regione e Asl è fare un ospedale nuovo per acuti che esegua le prestazioni per acuti «che attualmente erogano i presidi ospedalieri di Teramo, Atri e Giulianova. Da questo progetto, si legge nella bozza progettuale, è escluso l’ospedale di Sant’Omero, di più recente costruzione e in condizioni di adeguamento sismico e antincendio piuttosto avanzate che si trova nelle condizioni di svolgere un ruolo altamente strategico per la sanità provinciale, sia per il bacino di utenza di riferimento, circa 85.000 abitanti, sia per la sua collocazione frontaliera con le Marche».
Vagnoni chiede dunque un programma di rilancio per l’ospedale di Sant’Omero. E suggerisce alcuni punti: l’attivazione di tutti i posti-letto e discipline attribuiti dalla Regione, ai quali vanno aggiunti 11 punti letto di riabilitazione, a suo tempo assegnati con provvedimento della Asl, più altri 5 dismessi da Teramo; l’adeguamento delle dotazioni organiche mediche e del comparto viste le attuali carenze; l’aggiornamento del parco tecnologico; la definizione di specificità su cui costruire percorsi di eccellenza (come la parto-analgesia); interventi di carattere strutturale e funzionale per l’umanizzazione dell’ospedale; potenziamento delle attività territoriali distrettuali (come i punti di prelievo e l’Adi).
Tutto questo perchè, fa notare, l’atteggiamento della Asl pare sia all’opposto «con interventi tesi a “svuotare ulteriormente di contenuti” l’ospedale di Sant’Omero attraverso trasferimenti di medici su altri presidi, mancanza di attribuzione di incarichi di responsabili o direttori, mancanza di sostituzione del personale dismesso e tanto altro».