Team, è un mistero il numero dei posti destinati a saltare

10 Marzo 2015

Nell’incontro società-sindacati emerge che il Comune non comunica quali servizi intende tagliare o mantenere

TERAMO. E’ stato più un incontro “di cortesia” ma che non si è tradotto nell’ufficialità dei numeri quello tra i vertici della Team e i sindacati per ridiscutere ieri delle procedure di mobilità che a giorni verranno aperte per il personale della municipalizzata legato alle commesse di alcuni servizi in scadenza. L’incontro era stato convocato proprio per quantificare le unità coinvolte in questa operazione, che tecnicamente viene definita di “contenimento dei costi” alla luce dei servizi che la Team dal 1°maggio non potrà più gestire, ma che concretamente è una falcidia se si considera che la Team ha poco più di 200 dipendenti e che le procedure di mobilità all’orizzonte coinvolgeranno più di un quarto del personale dell’azienda.

Impossibile tuttavia per l’amministratore delegato della Team Luca Ranalli dare numeri esatti in assenza di comunicazioni ufficiali da parte del Comune. Infatti se è certo che i servizi di igiene urbana e custodia musei non verranno sicuramente riaffidati perché la legge lo vieta, ci sono altri servizi tipo verifica di impianti termici, segnaletica e verde pubblico per i quali è il Comune che dovrà comunicare che impegno economico intende destinare per mantenerli in vita. Dunque, se il Comune non stabilisce e comunica ufficialmente quali tagli intende operare sul servizio, la Team è impossibilitata a quantificare le persone coinvolte nelle procedure di mobilità. Per il momento il dato certo riguarda i 31 addetti alle pulizie degli immobili comunali, del tribunale e dei musei, ma anche 9 impiegati nel rispetto delle proporzioni nel rapporto tra il numero degli operai e impiegati. Alcune procedure partiranno già in settimana.

Perplessi i sindacati per quella che definiscono “confusione” nei rapporti tra Comune e Teramo Ambiente. Per i sindacati erano presenti all’incontro Fabio Benintendi della Cisl, Amedeo Marcattilj della Cgil, Riccardo Di Giacomo della Uil trasporti, Massimo Di Carlo della Fiadel e Antonio Gambacorta dell’Ugl. «Questi esuberi si preannunciano, ma non si formalizzano in comunicazioni ufficiali da parte del Comune, quindi per noi è impossibile avviare una trattativa», hanno dichiarato gli esponenti sindacali, «di fronte a tanta confusione abbiamo ritenuto di non entrare nel merito riservandoci di mettere in campo le nostre azioni in presenza di numeri ufficiali». Tra le ipotesi che i sindacati ipotizzano c’è intanto una diminuzione dei benefit dei dirigenti, ma altre soluzioni quali contratti di solidarietà e procedure di cassa integrazione verranno valutate solo dopo le comunicazioni che il Comune formulerà sui servizi che si riserverà di conservare o sforbiciare.

Marianna De Troia

©RIPRODUZIONE RISERVATA