Team, avviso al Comune «Tre milioni o si va dal giudice»

23 Maggio 2018

L’ad della partecipata Pelagatti annuncia una rogna per il prossimo sindaco sul nodo crediti-debiti «Il commissario ha arbitrariamente stabilito che 1,2 milioni non sono dovuti, ma noi li vogliamo»

TERAMO. Alla voce “rogne ereditate”, il prossimo sindaco di Teramo ne troverà subito due grosse così: Team e Tercoop. Hanno la stessa iniziale, sono diverse tra loro (una è una rogna per l’impatto sui conti del Comune, l’altra per le implicazioni sociali) ed entrambe chiameranno la prossima amministrazione a scelte difficili. Nel caso della Team, come si è compreso ieri dalle parole dell’amministratore delegato della società Pietro Pelagatti, il Comune dovrà scegliere se pagare circa tre milioni di vecchi debiti mai saldati o farsi portare in tribunale dalla propria partecipata che gestisce igiene urbana e cimiteri.
IL NODO CREDITI. La Team, ieri, ha convocato la stampa per illustrare un progetto portato avanti con le scuole e il nuovo sito internet dedicato a raccolta differenziata ed altri servizi di igiene urbana (vedi articolo a fianco). Ma, visto che in campagna elettorale da parte di un po’ tutti i candidati a sindaco si sentono considerazioni allarmate e allarmanti sullo stato di salute della società, l’occasione era troppo ghiotta per non chiedere a Pelagatti come stanno le cose. E l’ad non si è sottratto, probabilmente perché ha capito che la politica gli ha già lasciato il cerino in mano una volta ed è pronta a farlo di nuovo. Dopo aver premesso che «io dovevo solo traghettare la società verso il nuovo socio privato, ma poi la gara è andata deserta e sono ancora qui», l’ex comandante provinciale della guardia di finanza ha detto: «La società gode di buona salute. È stato fatto un grosso sforzo per cercare di risanarla, pagando debiti e riprogrammando l’attività. Non siamo all’ottimo ma questa è una società che può dare molto alla città». Venendo alla questione debiti-crediti con il Comune, Pelagatti ha dovuto ammettere con un certo fastidio che, rispetto al tira e molla senza esito dell’era Brucchi, «con il commissario non è cambiato niente se non che i crediti sono più chiari, documentati e cristallini. Abbiamo fatto un lavoro minuzioso e consegnato al Comune i documenti fattura per fattura, ora loro stanno facendo le proprie verifiche ma per noi è tutto chiaro: devono pagare o si va davanti al giudice». A dire il vero ci sarebbe una terza soluzione, e cioè una transazione, «ma su questo», ha detto l’ad, «dovranno nel caso decidere i soci».
IL TAGLIO DI PIZZI. In realtà il Comune, sotto la gestione del commissario straordinario Luigi Pizzi, non ha solo preso altro tempo ma, dice Pelagatti, «ha ridotto arbitrariamente le somme da versare. Il commissario, nell’approvare il Pef (piano economico finanziario, ndr) di Team, ha infatti inserito una nota in cui scrive che i crediti inesigibili per un milione e 200mila euro non sono dovuti. Per noi sono dovuti, sono stati sempre messi nei bilanci a partire dal 2010, riteniamo questo atto arbitrario». A questi 1,2 milioni se ne aggiungono altrettanti di conguagli Pef dal 2011 al 2014, circa 350mila euro di servizi svolti sul verde pubblico e 270mila di razionalizzazione della spesa. Il totale fa più o meno tre milioni, somma importante sia per un Comune con le casse vuote come quello di Teramo, sia per una società che si regge su un equilibrio difficile visto il pesante costo del personale.
BANDO FERMO. Nel frattempo, il bando andato deserto per riaffidare il servizio di gestione di rifiuti e cimiteri e contestualmente individuare il nuovo socio privato della Team è fermo negli uffici comunali. Bisogna renderlo più appetibile, altrimenti alle condizioni del primo di investitori non se ne troveranno. Sul come cambiarne le condizioni, evidentemente, toccherà ai nuovi amministratori comunali decidere. Una rogna nella rogna, visto che la “limatura” potrebbe interessare il costo del personale.
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