Team-Comune, lo scontro s’inasprisce

1 Giugno 2016

Ranalli fa ricorso al Tar per ottenere 1,3 milioni di crediti inesigibili e apre un altro fronte sull’impianto di cremazione

TERAMO. Si inasprisce lo scontro tra l'amministratore delegato della Teramo Ambiente Luca Ranalli e il sindaco Maurizio Brucchi. Al fronte che si era già aperto sui crediti inesigibili, e che ora è sfociato in un’azione giudiziaria, si aggiunge un nuovo focolaio di guerra sulle autorizzazioni di cui la Team necessita per la costruzione dell'impianto di cremazione al cimitero di Cartecchio.

Per quel che riguarda i crediti inesigibili riferiti al triennio 2007-2009, ovvero un milione e 300mila euro di tassa sui rifiuti non pagata che è impossibile recuperare, la Team ha provveduto a formalizzare un ricorso al Tar che è in corso di notifica in questi giorni. Secondo Ranalli quei crediti andavano inseriti nel Piano economico e finanziario della Team del 2016 e ripartiti nella Tari, ma il sindaco ha ritenuto di depennare la somma dal Pef, confortato dal parere dell'avvocatura, anche per evitare una stangata sui contribuenti. Di fatto però la Team, anche in virtù dei problemi ricorrenti di liquidità, continua a ritenere che quella cifra doveva essere inserita nel documento contabile ed è ricorsa alle vie legali.

Intanto una lettera di diffida è pronta a partire dagli uffici di via Delfico nei confronti del dirigente tecnico del Comune di Teramo Remo Bernardi, chiamato a rilasciare i titoli autorizzatori per la costruzione dell'impianto di cremazione. Un braccio di ferro che va avanti da tempo, visto che la Team ritiene di dover portare a termine l'impianto sulla base della convenzione sulla gestione dei servizi cimiteriali valida fino al 2021. Il Comune però ha inserito la costruzione dell'impianto di cremazione nella gara a doppio oggetto per la scelta del nuovo socio, ritenendo così di aumentare l'appetibilità della gara agli operatori interessati a subentrare. Questo ha scatenato una guerra di muscoli combattuta sul rilascio delle autorizzazioni. Alla richiesta avanzata dalla Team sul rilascio delle autorizzazioni, il sindaco Brucchi e il segretario generale Patrizia Scaramazza hanno risposto picche. Secondo loro i titoli autorizzatori non possono essere rilasciati in virtù del fatto che l'impianto di cremazione è oggetto di gara, ma anche che il procedimento non può ritenersi concluso poichè mancherebbero all'appello alcune prescrizioni della Soprintendenza. Secondo Ranalli le prescrizioni da osservare sono riferite solo alla fase esecutiva dei lavori, tanto che in settimana è pronto a notificare una diffida al dirigente per l'ottenimento dei titoli. «Né il segretario, né il sindaco» per Ranalli «possono sovrapporsi al dirigente che è l'unico chiamato a rilasciare le autorizzazioni». Da qui la diffida che in caso di esito negativo, secondo Ranalli, potrebbe prendere la piega di un esposto per abuso d'ufficio e omissione di atti d'ufficio.

Una diffida di cui l'amministratore delegato è pronto a informare anche l'Autorità nazionale anticorruzione visto che l'Anac è lo stesso organo chiamato in causa dal sindaco per vigilare sulla correttezza dei passaggi della gara. L'esponente della Team trova ingiustificato l’ostruzionismo del Comune alla luce di una convenzione ancora in essere. Inoltre la possibilità di offrire un servizio di cremazione, oltre a far entrare fondi utili, consentirebbe il riassorbimento di almeno tre unità lavorative.

Marianna De Troia

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