Team-Comune, niente accordo sui conti della differenziata
Toni accesi nella commissione di vigilanza convocata per un confronto sulla raccolta porta a porta L’unico punto su cui sindaco e vertici dell’azienda concordano è quello della tutela del personale
TERAMO. La conciliazione tra vertici Team e amministrazione comunale sui conti della raccolta differenziata dei rifiuti resta una speranza sempre più pallida. A esprimerla è stato il presidente della commissione di vigilanza Franco Fracassa al termine della seduta convocata per mettere a confronto le parti proprio sui costi del “porta a porta” e in particolare sul taglio di circa 500mila euro operato dal Comune nel preconsuntivo presentato dall’azienda in riferimento al servizio fornito l’anno scorso.
Dal dibattito, che ha visto di fronte presidente e amministratore delegato della Team Pietro Bozzelli e Pietro Pelagatti da una parte e il sindaco Gianguido D’Alberto con la maggioranza e parti dell’opposizione dall'altra, è emerso al contrario un irrigidimento delle posizioni. Per la società, di cui il Comune è cliente ma anche azionista di riferimento, quel mezzo milione di spese contestate e stralciate dalla tassa che pagheranno i cittadini probabilmente gonfierà ulteriormente la somma di oltre tre milioni di euro oggetto dell’arbitrato sui conguagli richiesti per prestazioni fornite in passato all'ente e quote Tari non riscosse per morosità. La mediazione, auspicata dal sindaco sul contenimento dei costi e il recepimento da parte degli amministratori Team degli indirizzi politici dettati dall’amministrazione, si è insomma allontanata più che avvicinarsi. Ne ha dato rappresentazione plastica la conclusione della seduta di ieri. D’Alberto ha chiesto se l’azienda avesse intenzione di perseverare nell’esternalizzazione di alcune attività, che rientra tra le voci di spesa non riconosciute dall'ente e cancellate dal piano economico per il ‘porta a porta’, e alla risposta affermativa di Pelagatti il sindaco si è alzato con un gesto che ha confermato l’inconciliabilità delle posizioni.
In queste poche battute si è concentrato il senso di una riunione molto affollata, tra tecnici, amministratori e consiglieri, che si è protratta per oltre tre ore con toni a tratti accesi. I vertici Team hanno accampato le loro prerogative di amministratori che agiscono nel quadro normativo di riferimento, confermando il legittimo inserimento nel conto sul "porta a porta" delle spese contestate dal Comune. Secondo Pelagatti e Bozzelli inoltre alcune scelte operative da cui sono derivati i costi non riconosciuti dall’ente, come l’attivazione di un contact center esterno all’azienda di cui si è discusso molto anche ieri, hanno determinato un risparmio. Lo stesso effetto è stato ottenuto, sempre a detta dei due amministratori, con la razionalizzazione delle manutenzioni dei mezzi e con la riorganizzazione del personale. Il presidente si è spinto oltre, sottolineando la mancanza di chiarezza nei tagli proposti dall'amministrazione e affermando che è stato costretto a predisporre personalmente il piano economico “perché l’ufficio finanziario non era in grado di farlo”.
Opposta la lettura dei conti fornita da D’Alberto per il quale le esternalizzazioni hanno tutt’altro che comportato un risparmio e le spese contestate non hanno alcuna legittimità a rientrare nel piano economico della raccolta differenziata e di conseguenza a essere scaricate sui cittadini tramite la Tari. Su un punto il sindaco e gli amministratori della Team e il sindaco concordano: la tutela del personale. Pelagatti, che oggi incontrerà i dipendenti, ha ribadito che l’azienda vuole il "bene dei lavoratoratori", ma che dovrà valutare le conseguenze dei tagli dettati dal Comune. Agli atti della seduta sono rimasti gli appelli di Giovanni Cavallari e Mauro Di Dalmazio al superamento dei contrasti nell'interesse di società e dipendenti, nonché la richiesta di Mario Cozzi di acquisizione di un parere dell’avvocatura comunale sulle spese non riconosciute.
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