Team in stallo, l’allarme di D’Alberto

La società è da un mese senza presidente, il sindaco attacca Pelagatti. Preoccupati i sindacati: «Pronti ad azioni clamorose»
TERAMO. «I problemi non aspettano i tempi della politica». Sulla precaria situazione della Team e dei suoi dipendenti arriva l’ultimatum dei sindacati. «Se nei prossimi giorni non avremo risposte alle nostre richieste», annunciano le segreterie provinciali di Fp Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti e Fiadel, «metteremo in campo tutte le iniziative che si riterranno opportune in difesa dei diritti dei lavoratori». La minaccia di clamorose azioni di protesta è la reazioni delle organizzazioni di categoria alla latitanza addebita ai vertici aziendali rispetto alle mancate risposte su questioni fondamentali come la sostituzione di mezzi obsoleti e personale in pensione, con il rischio di far saltare il piano ferie, e la riorganizzazione dei circuiti della raccolta porta a porta.
Il tavolo tecnico convocato dal sindaco Gianguido D’Alberto per discutere di queste problematiche si è riunito una sola volta, fanno sapere le organizzazioni di categoria, a inizio aprile. «Un’ultima richiesta di incontro è stata inviata il 14 giugno all’amministratore delegato e per conoscenza al primo cittadino», affermano i sindacati, «ma da allora solo un silenzio assordante». Non ci sarebbe stata alcuna risposta neppure alle sollecitazioni da parte della rappresentanza sindacale unitaria dell’azienda. Le organizzazioni di categoria invocano rispetto per i lavoratori e sottolineano che da più di un mese la Team è senza presidente. «Non vogliamo entrare nel merito delle scelte che toccano al socio di maggioranza», osservano riferendosi al Comune, «ma vogliamo denunciare l’immobilismo dell’azienda in tutte le sue componenti». D’Alberto raccoglie e condivide il grido d’allarme lanciato dai sindacati che ha già convocato per mercoledì. «I lavoratori finora hanno mostrato grande dignità», osserva, «ma questa situazione di stallo, immotivata e incomprensibile, rischia di mettere a repentaglio la continuità aziendale». Da risolvere nell’immediato c’è l’avvicendamento, voluto dal sindaco, alla guida della società tra il dimissionato Pietro Bozzelli e l’ex amministratore delegato Luca Ranalli. Manca la ratifica da parte dell’assemblea, saltata a più riprese per le reiterate assenze di Marco Basaglia, curatore fallimentare della quota privata della Team per conto del tribunale di Venezia. Un ulteriore tentativo è in programma per venerdì prossimo, quando l’assemblea dovrebbe riunirsi in seconda convocazione. Nonostante abbia ritenuto inopportuno il cambio al vertice della società nella fase di riassegnazione della quota privata, che tornerebbe a Stefano Gavioli, lo stesso imprenditore veneto che deteneva il pacchetto azionario finito sotto curatela dopo il fallimento dell’Enertech, Basaglia dovrebbe partecipare alla prossima seduta assembleare.
«Non prendo neppure in considerazione l’ipotesi di un’ulteriore assenza», dichiara D’Alberto, «in caso contrario ognuno si assumerà le proprie responsabilità nei confronti dell’azienda». Anche il sindaco, come i sindacati, denuncia mancate risposte da parte dell’amministratore delegato Pietro Pelagatti alla richiesta di consegna dei verbali delle riunioni del cda dopo l’uscita di scena di Bozzelli. «È una mancanza di rispetto», fa rilevare il primo cittadino, «nei confronti di un ente che è socio di maggioranza relativa e unico committente dell’azienda». L’invio dei documenti non è obbligatorio, ma per D’Alberto «farne una questione di principio in questa situazione risulta del tutto irragionevole» oltre che ulteriormente ostile.
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