Team, l’assemblea conferma lo sciopero

5 Settembre 2015

Niente raccolta rifiuti il 15 e 16 settembre. I lavoratori hanno deciso anche il blocco degli straordinari per 9 giorni

TERAMO. Tornano a incrociare le braccia i lavoratori della Teramo Ambiente e anche se non ci saranno le presenze della Coppa e il caldo torrido dello sciopero precedente, i disagi saranno notevoli e forse maggiori visto che le giornate saranno due: il 15 e il 16 settembre. Due giorni che non sono stati scelti a caso visto che i cittadini saranno costretti a tenersi in casa l’organico e l’indifferenziato: quindi i rifiuti maleodoranti e più ingombranti. Ma non è tutto. Ieri infatti al termine dell’assemblea dei lavoratori che le sigle sindacali hanno convocato a Carapollo –nella quale è stato confermato lo sciopero dopo gli annunci dei giorni scorsi – si è deciso anche di proseguire la protesta con il blocco dei turni straordinari per 9 giorni consecutivi. Tradotto significa che le squadre di recupero che la Team di solito impiega per ritirare quei rifiuti che per qualche disguido non vengono raccolto durante il circuito ordinario servito dagli operatori, rimarranno per strada.

Cgil, Cisl, Uil Trasporti e Fiadel si aspettano anche questa volta un’adesione massiccia. «L’8 luglio scorso abbiamo registrato il 100% dell’adesione, segno di un forte malcontento», ha detto Amedeo Marcattili della Cgil. «Ci sono lavoratori inferociti, speriamo che l’azienda stavolta batta un colpo e non resti indifferente alle istanze che abbiamo già rappresentato al prefetto». Le questioni sul tavolo sono legate a doppio filo all’introduzione del nuovo calendario della raccolta e riguardano: carichi di lavoro estremizzati, la mancata condivisione dei nuovi turni e la mancata condivisione del piano ferie. Problemi che hanno trovato un muro eretto dall’amministratore delegato della Team Luca Ranalli, secondo il quale un bilancio sul nuovo calendario non andava formulato in estate, ma almeno a fine settembre quando i cittadini rientrano dalle ferie e la raccolta entra a regime. «Siamo stanchi dei monologhi di Ranalli», ha detto Fabio Benintendi della Cisl. «Il sindaco Brucchi contestando l’ultimo sciopero aveva manifestato la volontà di dialogare con i sindacati. Ebbene perché parla solo l’amministratore delegato della Team? Il Comune non è socio di maggioranza per far valere la sua voce durante la trattativa?». Per Ranalli tuttavia il Comune è perfettamente rappresentato: «Nel Cda ci sono due esponenti nominati dal Comune, ovvero il presidente Pietro Bozzelli e il consigliere Anna Di Russo, che per presenza, dedizione e affidabilità dimostrano quanto siano legati all’azienda e ne sposino le ragioni». Ranalli accusa invece i sindacati di strumentalizzazione e ritiene che gli stessi lavoratori stiano prendendo le distanze dalla protesta tanto da confidare in un scarsa adesione. Ranalli fa notare che su 5 Rsu presenti in azienda, due si sono dimessi. Il primo, Alfredo Di Berardino, esponente della Uil ha rassegnato le dimissioni dopo il primo sciopero dell’8 luglio. Il secondo, Cristian Di Pietro della Cgil, si è dimesso il 31 agosto alla vigilia della seconda manifestazione. Uno scollamento evidente dunque tra le Rsu e le sigle di appartenenza secondo Ranalli che commenta: «Se i rappresentanti sindacali che conoscono e vivono le dinamiche dell’azienda non si riconoscono nelle ragioni del sindacato di appartenenza forse significa che i venti di guerra sono fomentati da chi è distante dalla Team e non vuole il bene dell’azienda: ovvero i sindacati». Benintendi non ravvisa distanze e replica: «Ranalli piuttosto che occuparsi dei sindacati farebbe bene a pensare ai tanti padri di famiglia della sua azienda che da mesi chiedono soluzioni».

Marianna De Troia

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