Team, Mattucci pronto a subentrare a D’Antonio

15 Ottobre 2014

Di Dalmazio indica il commercialista dopo che il ministero ha dato parere negativo sul cancelliere del tribunale

TERAMO. L’assemblea dei soci della Teramo Ambiente convocata per il 23 ottobre si avvia a indicare un nuovo presidente, che la politica ha individuato in Giovanni Mattucci. La nuova soluzione si rende necessaria vista la ormai quasi certa rinuncia di Pierluigi D’Antonio, il presidente individuato dal sindaco Maurizio Brucchi, che sarebbe incompatibile con l’incarico per via del suo lavoro di cancelliere al tribunale di Teramo. È stata la Cgil, attraverso il Centro, a rivelare che il ministero di Grazia e giustizia ha negato l’autorizzazione a D’Antonio addirittura un mese fa. Un parere contro cui D’Antonio ha presentato delle controdeduzioni. La municipalizzata sta operando al momento in regime di prorogatio con il vecchio presidente Fernando Cantagalli ma ha bisogno di un nuovo presidente che sotto il profilo della primogenitura politica spetterebbe a Mauro Di Dalmazio. Ai box in attesa di subentrare a D’Antonio c’è il 49enne commercialista teramano Giovanni Mattucci, ex revisore del Comune di Teramo e attuale revisore dell’istituto zooprofilattico, anch’egli espressione della compagine civica di riferimento di Di Dalmazio. Il nuovo cda, salvo un improbabile lasciapassare dell’ultima ora per D’Antonio, dovrebbe essere composto dunque dal presidente Giovanni Mattucci, che verrebbe indicato dal sindaco per la parte pubblica insieme a Pietro Bozzelli, ingegnere nucleare teramano, in qualità di consigliere. Per la parte privata resta in carica l’amministratore delegato Luca Ranalli.

La partita per D’Antonio, formalmente, non è ancora chiusa. «Il parere del ministero conteneva aspetti opinabili", spiega il sindaco Maurizio Brucchi secondo cui, dunque, è stato necessario sollecitare ulteriori chiarimenti. La richiesta di spiegazioni è partita dallo stesso D'Antonio in particolare per quanto riguarda l'applicazione della norma, vararta di recente, secondo cui gli incarichi nelle società partecipate andrebbero attribuiti a dipendenti pubblici. Questa disposizione, dunque, smentirebbe il ministero che, nel caso di D'Antonio, sosterrebbe il contrario. Il presidente in pectore, secondo quanto indicato nel parere, non potrebbe entrare in carica proprio perché dipendente pubblico. «La questione è ancora aperta», osserva Brucchi, «aspettiamo la risposta e poi faremo una valutazione definitiva». I chiarimenti dovrebbero arrivare entro la fine della settimana e consentire dunque di sbloccare la nomina prima dell'assenblea dei soci Team.(m.d.t.-g.d.m.)

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