Team nei guai, raffica di accuse al sindaco

18 Febbraio 2016

Il Pd: Brucchi si accorge solo ora dei problemi, dov’era quando i costi aumentavano a dismisura?

TERAMO. Opposizioni scatenate sulla Team il giorno dopo la commissione di controllo e garanzia. Sul rischio concreto di non poter riuscire a giugno a ricollocare le circa 40 unità in esubero della società, il capogruppo del Pd Gianguido D’Alberto punta il dito sul sindaco Brucchi, accusato anche di preoccupazioni tardive sugli sprechi in relazione alle consulenze e agli aumenti di livello. «E’ paradossale», spiega D’Alberto, «che Brucchi cerchi di riacquisire una verginità politica su un argomento rispetto al quale non siamo assolutamente all’anno zero e che ha scontato l’inaccettabile ingerenza politica negli anni di un'amministrazione di centrodestra priva di una strategia per la gestione della partecipata più importante del Comune. Curioso che il sindaco, in splendida solitudine rispetto a una maggioranza che lo ha ormai scaricato, in qualità di delegato ai rapporti con la Team e rappresentante del Comune nell’assemblea dei soci, si accorga solo ora dei problemi. Dov’era il sindaco quando, sotto la sua gestione e quella degli amministratori di sua fiducia, i costi fissi della società, e soprattutto quelli relativi ai rifiuti, crescevano in misura esponenziale a danno dei teramani?».

D’Alberto ha tirato in ballo anche gli aumenti di livello: «Ci si sdegna per gli ultimi aumenti di livello ma per stessa ammissione di Ranalli negli ultimi anni sono state fatte 62 conciliazioni. Il sindaco dov’era?».

Accuse analoghe ha formulato Paola Cardelli secondo la quale il sindaco, in un gioco allo scaricabarile verso l’amministratore delegato della Team, stia cercando di far passare in sordina i controlli omessi negli anni. Spinge invece su un problema diverso Cristina Marroni, che nel corso della commissione di garanzia e controllo ha denunciato l’assenza di un contratto firmato che regoli la concessione dell’appalto sull’igiene urbana tra il Comune e la Team. «La sciagurata gestione Brucchi-Ranalli si traduce nell’illegittimità di un affidamento senza contratto». Questo per la Marroni significa che «il servizio è costato solo negli ultimi 5 anni 25 milioni di euro in più di quanto i teramani avrebbero dovuto pagare di tassa sui rifiuti ai sensi dei fabbisogni standard stabiliti dal ministero dell’Economia ai quali per legge ci si deve uniformare».

Si concentra invece sui problemi di liquidità dell’azienda e sul futuro dei lavoratori il consigliere del Movimento 5 Stelle Fabio Berardini il quale in una nota chiede la convocazione immediata di un consiglio straordinario al fine di istituire una commissione di inchiesta, senza oneri per l’amministrazione, che faccia luce sul bilancio della Team, su tutte le fatture contestate e sul futuro dei lavoratori in cassa integrazione.

L'esposizione debitoria preoccupa ancora D'Alberto: «Non si può andare avanti a lungo in una situazione che costringe a scegliere tra il saldo dei lavoratori o i fornitori. E' indubbio che vada data priorità agli stipendi ma se la questione diventa cronica rischia di saltare l'intera baracca, a danno della società e del suo socio maggioritario, il Comune».

Marianna De Troia

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