Team, niente donne ai vertici del Cda Il Pd farà ricorso
I consiglieri chiedono al sindaco di azzerare le nomine Pomante: si può risparmiare sulla tassa rifiuti
TERAMO. La nomina dei vertici della Team finirà al Tar. Ad annunciare il ricorso contro la designazione del nuovo consiglio di amministrazione e del collegio dei revisori dei conti della società pubblico-privata è il centrosinistra. L’opposizione consiliare denuncia la violazione delle norme a tutela della diversità di genere che avrebbero imposto al sindaco Maurizio Brucchi d’indicare almeno una donna tra i componenti di entrambi gli organismi e per questo sollecita l’annullamento degli incarichi affidati poco meno di un mese fa. La richiesta è contenuta in un documento, depositato giovedì in municipio e firmato dai consiglieri del Pd, di “Teramo cambia” e da Ilaria De Sanctis, che era tra i candidati all’ingresso nel cda, nel quale l’amministrazione viene invitata ad azzerare le nomine con un atto di autotutela. In caso di mancata risposta, a fine mese partirà il ricorso al Tar. «Il sindaco non può sempre forzare la normativa», attacca Manola Di Pasquale, «sperando che tutte le volte gli vada bene». Secondo la consigliera del Pd, la designazione di soli uomini sia nel cda che nel collegio dei revisori della Team contraddice il regolamento sulle nomine appena approvato dal Comune, lo statuto dell’ente e una sfilza di altre leggi che rendono obbligatoria la rappresentanza femminile nelle società partecipate dagli enti pubblici. Sulla questione è intervenuta, nell’ultima seduta consiliare, anche Maria Cristina Marroni (Finalmente Pomante), secondo la quale la mancata revoca delle nomine ritenute illegittime provocherà «un danno concreto, economico e di gestione, sia ai cittadini, sia al socio privato, sia all’immagine e al prestigio dell’amministrazione comunale». Per Brucchi le designazioni ai vertici della Team sono in regola. «Ho acquisito i pareri dell’avvocatura comunale e di altri legali», ha ricordato in consiglio, «secondo i quali nel caso specifico non è necessario garantire la rappresentanza di genere». Il sindaco ha citato in particolare un pronunciamento del Consiglio di Stato che confermerebbe questa tesi mettendo l’amministrazione al riparo dal rischio di annullamento dell’atto. Secondo Maria Cristina Marroni, però, i giudici amministrativi affermano «l’esatto contrario» richiamando l’obbligo ad applicare le norme sulla diversità di genere anche alle società come la Team, a prevalente controllo pubblico anche se non riferito a un solo ente. A evidenziare un’altra questione, sempre riferita alla società pubblico-privata, è Gianluca Pomante. L’ex candidato sindaco, nel corso dell’ultimo consiglio, ha fatto rilevare che i dati sulla raccolta effettiva dei rifiuti siano inferiori a quelli presunti dalla Team e in base ai quali si calcola la tariffa a carico dei cittadini. «Se questa differenza venisse confermata», osserva, «le maggiori somme introitate dalla Team potrebbero essere utilizzate per ridurre gli importi richiesti ai teramani, con non poco sollievo delle fasce più deboli». Un ulteriore abbattimento della Tari, sempre a detta di Pomante, sarebbe possibile dal recupero di somme investite nella Team Tec, società nata per la realizzazione di un impianto di bioessiccazione ma messa in liquidazione con la cessazione di ogni attività da fine agosto. In base ai calcoli fatti dal consigliere, il Comune potrebbe riacquisire circa 600mila euro da destinare alla copertura delle spese per il porta a porta «anche in questo caso con certa soddisfazione da parte dei teramani».
Gennaro Della Monica
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