Team, salta ancora l’assemblea per l’avvicendamento ai vertici

15 Giugno 2019

Resta ancora in sospeso l’avvicendamento ai vertici della Team. L’assemblea convocata per ieri allo scopo di ratificare l’uscita di scena del presidente Pietro Bozzelli, a cui il sindaco Gianguido D’A...

Resta ancora in sospeso l’avvicendamento ai vertici della Team. L’assemblea convocata per ieri allo scopo di ratificare l’uscita di scena del presidente Pietro Bozzelli, a cui il sindaco Gianguido D’Alberto ha ritirato l’incarico sostituendolo con Luca Ranalli, è andata di nuovo a vuoto. Per la terza volta non si è presentato all’appuntamento Marco Basaglia, curatore fallimentare della quota privata della società designato dal Tribunale di Venezia. La sua assenza ha determinato la mancanza del numero legale e di conseguenza l’impossibilità di adottare alcun provvedimento. Basaglia questa volta, però, ha motivato la decisione con una comunicazione ufficiale nella quale spiega che a suo giudizio non sarebbe stato possibile avvicendare i vertici della società con la procedura per l’individuazione del nuovo socio privato ancora aperta. Nonostante questa obiezione, il curatore fallimentare ha comunque specificato che in caso di riconvocazione dell’assemblea parteciperà alla seduta per non bloccare ulteriormente l’attività del consiglio di amministrazione e dell’azienda. L’apertura manifestata da Basaglia è stata colta al volo dal sindaco che ha fatto mettere a verbale la richiesta di un’immediata nuova convocazione dei soci. «Lo stallo non si può protrarre oltre», spiega il primo cittadino, «pregiudicando la situazione dei lavoratori e dell’azienda». A convocare l’assemblea dovrà essere da statuto l’amministratore delegato Pietro Pelagatti. È previsto che la riunione si tenga entro otto giorni, per cui le prime date utili sarebbero 24 o 25 giugno. D’Alberto non è disposto ad aspettare di più. «Se non ci sarà la convocazione», evidenzia, «vorrà dire che si avalleranno situazioni di mancato funzionamento della società». Più che una richiesta il sindaco pone un ultimatum. «Il cda va ricostituito nella sua pienezza», conclude, «e vanno affrontate questioni fondamentali come la regolarizzazione dei servizi». (g.d.m.)