Team, si aprono spiragli per i 46 messi in mobilità

25 Aprile 2015

Il Comune può attivare una proroga che consentirebbe la cassa integrazione Intanto è pronto il nuovo statuto, garantisce più controllo dei soci sul Cda

TERAMO. Si aprono spiragli positivi per i 46 lavoratori in esubero della Team per i quali la municipalizzata ha aperto la procedura di mobilità. Il sindaco Maurizio Brucchi, sollecitato nei giorni scorsi dai sindacati che hanno chiesto approfondimenti per valutare una proroga, ha comunicato ieri che degli spiragli giuridici per una proroga tecnica dei lavoratori ci sono. Dopo alcune verifiche condotte sulle scuciture normative insieme al segretario generale del Comune Patrizia Scaramazza, il sindaco ha confermato che ci sono i presupposti per cui, sia per i lavoratori della commessa dei musei che della pulizia immobili, in attesa della conclusione della fase sindacale venga attivata una proroga. L’iter della mobilità prevede infatti che trascorrano 75 giorni di tempo durante i quali i lavoratori non possono essere licenziati. Ma dal momento che non potranno nemmeno svolgere attività per i servizi cessati, il Comune potrebbe concedere una sorta di deroga alle scadenze e quindi una proroga tecnica durante la quale non si esclude di riuscire ad attivare la cassa integrazione straordinaria, un ammortizzatore che consentirebbe ai lavoratori di restare vincolati all’azienda e scongiurare il licenziamento collettivo dal 1° maggio.

Intanto per i lavoratori dei servizi museali una gara è stata già approntata per un anno dall’importo di 120mila euro inclusa Iva. Lo ha annunciato il sindaco nel corso della commissione affari generali convocata per discutere la delibera per il riaffidamento dei servizi e la scelta del socio privato, che avranno una durata di 10 anni. Il sindaco in commissione ha avuto modo anche di tracciare le novità principali del nuovo statuto, che è stato redatto proprio in virtù della gara finalizzata a individuare il nuovo socio. Il documento fissa i criteri che definiscono i compiti del socio e introduce un maggiore controllo dell’assemblea dei soci sul consiglio d’amministrazione. Il presidente avrà potere di rappresentanza e controllo sull’amministratore delegato attraverso un audit interno, mentre all’amministratore delegato vengono dati poteri di gestione. L’ad sarà tenuto tuttavia a relazionare ogni tre mesi al socio pubblico sull’attività dell’azienda. Lo statuto concede inoltre al Cda di nominare un direttore generale tecnico. Una figura attualmente inesistente, spiega il sindaco Brucchi, che ha circoscritto il ruolo di Pierangelo Stirpe a una figura dirigenziale di coordinamento. Il documento introduce per la prima volta un patto di sindacato di voto tra Comune e Mote: significa che i due soci della parte pubblica avranno un voto unico in sede di assemblea valido per entrambi, un modo da garantire una linea d’azione unitaria anche in considerazione dell’uscita del Comune di Teramo dalla partecipazione al Mote. La delibera presentata dal sindaco sancisce anche la procura a vendere con una gara al rialzo o al ribasso del prezzo fissato del 20% ma introduce anche una novità importante: per la prima volta il socio pubblico avrà possibilità di recesso e potrà riscattare le azioni del socio privato in caso di gravi inadempimenti, fallimento del socio o perdita dei requisiti vincolanti fissati in sede di gara. Non fu così quando l’interdittiva antimafia raggiunse l’Enertech e il Comune fu impossibilitato a rientrare in possesso delle quote.

Marianna De Troia

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