«Team, tagliate prima ai dirigenti»

9 Giugno 2015

Per risanare i conti D’Alberto chiede di ridurre gli stipendi ai vertici

TERAMO. «I costi della Team vanno ridotti partendo dalle posizioni apicali». Il capogruppo del Pd in Comune Gianguido D'Alberto indica questo "presupposto di fondo" per procedere al risanamento della società pubblico-privata. «L'approccio scelto è completamente sballato», afferma il rappresentante dell'opposizione, «perché taglia dal basso colpendo l'anello più debole della catena». A farne le spese sono dunque, a detta del consigliere, impiegati e personale amministrativo «che non ha responsabilità nelle decisioni scellerate che hanno riguardato la Team». Proprio a questo approccio, basato solo su calcolo degli esuberi in pianta organica e licenziamenti, va ricondotto il fallimento delle trattative sindacali avviate in questa fase che D'Alberto definisce «la più delicata della storia dell'azienda» coinvolta anche nella gara a doppio oggetto per la scelta del nuovo socio privato e il riaffidamento dei servizi.

Ai dirigenti, secondo D'Alberto, va applicato il trattamento economico minimo previsto dal contratto collettivo nazionale che eviterebbe la messa in mobilità e il licenziamento del personale di livello più basso. «La mancanza assoluta di trasparenza», denuncia il capogruppo del Pd, «rende anche impossibile la valutazione dell'impatto delle misure previste per gli stipendi». Secondo lui, dunque, è indispensabile pubblicare i dati relativi agli emolumnenti incassati dai dirigenti negli ultimi anni. Chiarezza va fatta, inoltre, sugli esuberi. D'Alberto fa notare che i 46 dipendenti destinati a uscire dalla Team sono più di quelli che si occupano di musei e pulizia immobili, servizi che per legge la Team non può più gestire. «Non sappiamo quali sono i criteri per l'individuazione di tutti gli esuberi», conclude il consigliere, «con il rischio che a pagare sia chi da più tempo è in azienda". (g.d.m.)