Teatro all’ex Sadam, ecco le firme

Il Cittadino governante deposita in Comune la petizione con 1.807 sottoscrizioni
GIULIANOVA . Dopo diversi giorni con banchetti allestiti nei punti di maggior passaggio, le sei sigle che fanno capo al Cittadino Governante hanno depositato martedì pomeriggio in Comune la petizione sostenuta da 1.807 firme di residenti. L’obiettivo del gruppo politico è quello di «realizzare un teatro auditorium dove attualmente è ubicato l’ex zuccherificio Sadam e un parco nel tratto sud del lungomare Spalato».
In pratica l’iniziativa mira a sviluppare spazi per spettacolo, cultura e verde a beneficio dell’innalzamento della qualità della vita, in modo da rendere sempre più attrattiva la località balneare giuliese. «Sarebbero state sufficienti 500 firme come da regolamento e quel risultato è stato raggiunto nell’arco di dieci giorni. Visto l’interesse suscitato nella popolazione abbiamo voluto continuare la raccolta per far comprendere all’amministrazione e ai titolari-proprietari degli immobili quale sia la volontà popolare», afferma il Cittadino Governante assieme agli altri promotori M5S, Nos-Noi, Articolo Uno, Europa Verde e Psi. Il gruppo auspica che tutti i consiglieri comunali, indistintamente, riflettano sull’importanza dei suggerimenti messi in campo da centinaia e centinaia di giuliesi che hanno sorretto l’iniziativa popolare. Il deposito delle firme, però, ha avuto una coda polemica. I promotori dell’iniziativa, infatti, contestano il comportamento della polizia municipale che avrebbe realizzato un video in cui sono stati immortalati i partecipanti al corteo che ha attraversato corso Garibaldi. partendo dal Duomo di San Flaviano, prima di raggiungere l’ufficio Protocollo dell’ente.
Gli agenti, alle richieste di spiegazioni, avrebbero replicato di aver ricevuto disposizioni in tal senso. «Qualcuno pensa a Giulianova di utilizzare la polizia municipale a scopi intimidatori», si domandano i rappresentanti delle sigle che hanno organizzato l’iniziativa. Secondo loro da quando governa la giunta Costantini, gli spazi democratici in città si sarebbero ridotti. «Basta con l’intimidazione padronale e la concezione restrittiva della cosa pubblica tesa a reprimere l’azione degli avversari politici», dichiarano gli interessati che annunciano ulteriori sviluppi della vicenda.
Alfonso Aloisi

