«Teatro antico, il governo non può tirarsi indietro»

5 Maggio 2016

TERAMO. Il Comune non molla la presa sul governo per il finanziamento del recupero del teatro romano. L’esclusione dell’opera dai 33 interventi finanziati dal Cipe (Comitato interministeriale per la...

TERAMO. Il Comune non molla la presa sul governo per il finanziamento del recupero del teatro romano. L’esclusione dell’opera dai 33 interventi finanziati dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), che sono stati inseriti nel piano strategico per cultura e turismo, non fa calare il sipario sulle rivendicazioni dell’amministrazione cittadina. «C’è un impegno preso e sottoscritto dal ministero dei Beni culturali insieme a Regione, Provincia e fondazione Tercas», attacca il sindaco Maurizio Brucchi, «il governo non può tirarsi indietro».

Nonostante la gravità della scelta di non ricomprendere il teatro romano nel piano strategico, impedendogli così d'incamerare gli 1.5 milioni di euro promessi dall’allora ministro Lorenzo Ornaghi, il primo cittadino continua a battere sullo stesso punto. «Non mi arrendo», insiste, «il governo non può fare orecchie da mercante». Al deputato Paolo Tancredi è stato consegnato il fascicolo che ricostruisce la storia dell’intervento e dei solleciti indirizzati a più riprese all’attuale ministro Dario Franceschini per ottenere il contributo previsto. Il parlamentare ne sintetizzerà il contenuto nell’interrogazione con cui chiederà spiegazioni al governo sulla decisione di non far rientrare il recupero del teatro romano nel piano strategico. I motivi dell'esclusione, secondo il sindaco, non sono da ricondurre alla mancanza di un progetto esecutivo come sottolineato dai consiglieri del Pd Alberto Melarangelo e Flavio Bartolini che hanno preso spunto dalla recente dichiarazione di un dirigente regionale della sovrintendenza ai beni culturali riportata dal “Giornale dell'arte”. «Su sua richiesta abbiamo da tempo mandato tutte le carte al ministro Franceschini», fa sapere Brucchi, «dal quale non abbiamo ricevuto alcuna risposta né richiesta di ulteriore documentazione».

Il rischio adesso è quello di entrare in un circolo vizioso. «La progettazione definitiva è stata avviata, ma senza la certezza del finanziamento non spenderemo altri soldi per quella esecutiva», insiste il sindaco, «siamo pronti a farla se il ministro ci mette nero su bianco che i soldi arriveranno». II primo cittadino ribalta le accuse rivoltegli dall’opposizione. «Il Pd locale non conta nulla», polemizza, «alcuni suoi esponenti sono venuti con me a Roma per sostenere il progetto, ma cosa hanno ottenuto per il loro territorio?». Brucchi aspetta la risposta all'interrogazione di Tancredi e si prepara o un nuovo viaggio verso la capitale per mettere alle strette il ministro. (g.d.m.)

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