Teatro Comunale, l’Acs può pagare il canone a rate

La società che lo gestisce deve 70mila euro all’amministrazione cittadina L’assessore Di Bonaventura: «Se non accetta la proposta, riscossione forzata»
TERAMO. Un piano di rateizzazione del canone annuale per il teatro Comunale. È la soluzione prospettata dall’amministrazione cittadina per recuperare i 70mila euro dovuti dall’Acs. La società che gestisce la struttura, infatti, non ha versato la quota prevista nella convenzione per il suo affidamento e l’ente, prima di ricorrere a misure più drastiche, tenterà di trovare uno sbocco consensuale al problema.L’Acs, infatti, ritiene di dover scorporare dalla somma da pagare al Comune le somme investite in interventi di ristrutturazione non previsti. «Questa operazione però non è possibile», spiega l’assessore alle manutenzioni Valdo Di Bonaventura, «perché il bando di gara indicava chiaramente che le opere di sistemazione della struttura, sia ordinarie che straordinarie, sarebbero state a carico del concessionario». Riconoscere all’Acs una quota da scorporare dal canone per i lavori realizzati, insomma, secondo l’amministrazione cambierebbe i termini dell’appalto a discapito di altri potenziali concorrenti che non hanno partecipato alla gara. Nessuna compensazione, dunque, ma il frazionamento dell’importo sarebbe possibile. «Proporremo una rateizzazione del debito», fa sapere Di Bonaventura, «per risolvere la questione senza ulteriori difficoltà». Un’ulteriore ipotesi per andare incontro alle esigenze manifestate da Abruzzo circuito spettacolo è quella di consentirle l’ampliamento del bar, da cui deriverebbe un incremento degli introiti di gestione, previa presentazione di un apposito progetto. Entrambe queste possibilità saranno illustrate alla società che da un anno e mezzo ha preso possesso del teatro Comunale. Se il tentativo di mediazione non dovesse andare a buon fine, il Comune adotterà provvedimenti risolutivi. «Alla diffida per ottenere il pagamento», fa sapere l’assessore, «seguirà la riscossione forzata». In ogni caso non rientrerebbe tra le ipotesi contemplate dalla giunta la risoluzione anticipata del contratto di affidamento del teatro. Da chiarire per il Comune c’è anche il rapporto con il Cope, il consorzio per il reperimento di fondi europei, che non ha pagato le bollette nella sede all’interno dell’ex Parco della scienza occupata tra l’altro con una convenzione a titolo gratuito ormai scaduta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

