Teatro romano, addio alla copertura dei resti

Il nuovo progetto è stato consegnato al sindaco: «Rispettata la scadenza» Dalla prossima settimana parte la consultazione con cittadini e associazioni
TERAMO. Nessuna copertura sui resti, ma c’è una piccola vasca d’acqua che rimanda alle naumachie, le simulazioni di battaglie navali nel Colosseo. Sono questi alcuni degli elementi essenziali del progetto per il recupero del teatro romano. La documentazione, elaborata dallo studio tecnico Bellomo su incarico della precedente amministrazione, è stata consegnata al Comune. «Si tratta di un piccolo momento storico», spiega il sindaco Gianguido D’Alberto, «che segna anche il rispetto di una scadenza fissata per i nostri primi cento giorni di governo». Proprio il primo cittadino, subito dopo il suo insediamento, nel corso di un incontro con i progettisti, aveva fissato a fine settembre il termine per la riconsegna delle carte relative all’intervento che comporterà l’abbattimento di casa Salvoni e della parte ancora in piedi di palazzo Adamoli per riportare alla luce l’antica cavea.
Il teatro romano tornerà ad essere uno spazio con trecento posti dedicato agli spettacoli e non ci saranno “gabbie” a nasconderlo alla vista. «Sarà rispettata l’indicazione originaria fornita dal consiglio comunale nel 2010», tiene a precisare il sindaco. Accese contestazioni, infatti, aveva suscitato una precedente soluzione progettuale che prevedeva, come protezione da smog e agenti atmosferici, la copertura dei resti di epoca imperiale con una struttura di acciaio e vetro. D’Alberto tiene a precisare che il progetto, pur essendo ancora preliminare, «è di livello avanzato, molto dettagliato». I particolari saranno resi noti nei prossimi giorni, dopo una prima valutazione da parte dei tecnici comunali, ma trapelano alcune caratteristiche dell’intervento. L’aspetto più particolare è relativo all’allestimento della vasca, una sorta di laghetto, che occuperebbe la parte libera dell’area archeologica a ridosso di largo Anfiteatro. Il recupero funzionale del teatro romano comporterà anche la creazione di locali di servizio non invasivi da utilizzare come camerini e spazi in cui tenere i materiali necessari durante gli spettacoli. Le soluzioni proposte dallo studio palermitano, comunque, dalla settimana prossima saranno sottoposte a diversi livelli di valutazione. Quella politica verrà affidata alla commissione Lavori pubblici sotto la guida di Francesca Chiara Di Timoteo. Con la soprintendenza, invece, sarà esaminato il rispetto del monumento, mentre con associazioni e cittadini l’amministrazione avvierà la consultazione richiesta dai promotori del referedum che non ha raggiunto il quorum richiesto per la sua indizione.
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