Teatro romano, arriva la svolta: giù i palazzi Adamoli e Salvoni

16 Ottobre 2021

È arrivata l’autorizzazione del ministero della Cultura, il cantiere sarà aperto entro l’anno Il sindaco D’Alberto: «Dopo i finanziamenti finalmente parte tutto il progetto di riqualificazione»

TERAMO. Mancava un tassello, l'ultimo e decisivo. Ora è arrivato e la riqualificazione del teatro romano può partire. Il ministero della Cultura ha infatti autorizzato l'abbattimento definitivo dei palazzi Adamoli e Salvoni, intervento propedeutico e necessario per avviare i lavori sull'antica area archeologica. Il via libera è giunto con alcune settimane di anticipo rispetto ai tempi previsti e annunciati, cioè fine novembre, permettendo alla giunta comunale di approvare a stretto giro in via definitiva il progetto esecutivo e di avviare subito le procedure per l'affidamento dei lavori. Il sindaco Gianguido D'Alberto e l'assessore all'Urbanistica Stefania Di Padova parlano di «risultato straordinario che ci permette di avviare la gara relativa all'aggiudicazione dell'intero intervento di riqualificazione del teatro anche in virtù del recente finanziamento che consente la realizzazione completa dell'opera con gli effetti culturali, economici e sociali che ciò significa».
Il recupero del teatro romano è uno degli interventi più attesi in città, da decenni. Una vicenda lunga che ha visto amministratori, società civile e mondo della cultura dibattere e protestare, confrontarsi e adoperarsi per restituire a Teramo lo splendore e la fruibilità di un pezzo di storia. Come recuperare il sito archeologico e con quali soldi sono stati per anni gli aspetti più caldi. Poi sono arrivati il progetto Bellomo, i fondi e le autorizzazioni per procedere. Il Comune di Teramo, che si è interfacciato costantemente in questi ultimi anni con la Soprintendenza, ha oggi a disposizione dodici milioni di euro per la riqualificazione del teatro e dell'area archeologica circostante. Ad un primo fondo di quattro milioni presente nelle casse dell'amministrazione, poche settimane fa si è aggiunto un tesoretto da quasi otto milioni del Cis, il Contratto Interistituzionale di Sviluppo, che permetterà di coprire l'intero intervento di recupero. L'abbattimento dei palazzi Adamoli e Salvoni, che insistono proprio sul teatro, rappresenta il primo passo verso la realizzazione del progetto: i lavori saranno delicati e dovranno tenere conto dell'area circostante. Va tutelato lo spazio archeologico ma anche l'abitato e le attività che si trovano nel quartiere. La Soprintendenza su questo aspetto ha dato indicazioni specifiche recepite dal progetto di demolizione che l'amministrazione ha già approvato. Il cantiere potrebbe partire entro fine ano. D'Alberto e Di Padova hanno accolto con entusiasmo l'ok all'abbattimento giunto dal ministero e sottolineano l'importanza del risultato raggiunto ringraziando «tutti gli enti che hanno collaborato con il Comune per dare concretezza in soli tre anni ad una ipotesi di recupero dell'antico monumento attesa da decenni».
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