Teatro romano, i dubbi dei 5 Stelle

19 Febbraio 2019

Per il gruppo consiliare l’ipotesi progettuale migliore resta quella di Carbonara

TERAMO. Il gruppo consiliare dei Cinque Stelle interviene sul progetto di recupero del teatro romano dello studio Bellomo e lo fa per evidenziare alcune perplessità a partire da quelle relative alla riconnessione del monumento con il tessuto urbano. «Le passerelle che connetteranno la “piazza”del nuovo volume a Via Paris», scrivono in una nota Cristiano Rocchetti e Pina Ciammariconi,«faranno percepire l’opera ad un’altezza inusuale, sbagliata, e, se vogliamo, poco suggestiva. Le vestigia vanno guardate dal basso perche se ne possano meglio comprendere la grandezza e la complessità». Tra le criticità sollevate dai due consiglieri pentastellati anche il rapporto con la circostante area archeologica. «In una delle ipotesi progettuali di Carbonara, che benché solo allo stato embrionale, continuiamo a reputare di gran lunga migliore, era tutta la zona ad essere ribassata», continuano, «con il vantaggio di rendere il teatro realmente emergente, e di riconnetterlo esattamente alla stessa quota di tutte le preesistenze archeologiche presenti nei dintorni, nella certezza che un giorno si procederà al loro rinvenimento. La soluzione Bellomo, viceversa, riconferma la quota “moderna”, quella dell’attuale via Paris, e renderà difficile una futura connessione con i resti che saranno rinvenuti».
I due consiglieri contestano anche l’allestimento nell’area archeologica di locali di servizio, libreria, caffetteria e spazi per attività museali, che considerano troppo impattante, e sottolineano come tra gli aspetti cruciali da affrontare ci sia quello relativo alla copertura dei materiali lapidei. «Al momento l’effetto contenitore di febbraio scorso è stato scongiurato», sottolineano, «si potrebbe pensare, per una protezione comunque necessaria, all’estensione di un intervento misurato e poco impattante, come quello che nel restauro degli anni ’30 protesse i conci delle arcate esterne tramite l’inserto di setti in laterizi di ridotto spessore». Sul tavolo anche le osservazioni della Soprintendenza . «Ci sembra che siano al momento ignorate, che siano “scivolate” addosso al progetto senza incidervi», concludono, «ma il mancato rispetto dei suggerimenti e delle prescrizioni potrebbe impedire al Mibact di rilasciare l'approvazione prevista dalla norma, considerato che l’area è sotto vincolo archeologico. Speriamo si possa procedere ad aggiustare il tiro».