Teatro romano, il 23 in aula l’ultimo via libera

10 Dicembre 2019

Convocato il consiglio per approvare il progetto esecutivo del recupero Sono disponibili 5,5 milioni, i reperti saranno protetti da una struttura leggera

TERAMO. Approda in consiglio il via libera definitivo al recupero del teatro romano. Sarà esaminato nella seduta di lunedì 23 dicembre, convocata per le 9 al Parco della scienza, il progetto esecutivo dell’intervento destinato a riqualificare l’area archeologica in centro storico trasformandola in un’arena per spettacoli da 600 posti. Il provvedimento definirà l’assetto finale dell’opera, sulla base della progettazione stilata dall’architetto palermitano Girolamo Bellomo con il suo staff e delle correzioni dettate in particolare dalla Soprintendenza regionale archeologica, avviando di fatto la fase realizzativa che dovrà passare per la gara d’appalto sui lavori.
Quello programmato tra dieci giorni, dunque, rappresenterà lo snodo decisivo nel lungo percorso per restituire piena visibilità e fruibilità ai resti di epoca imperiale in parte ancora coperti da casa Salvoni e dalla porzione non abbattuta di palazzo Adamoli. Proprio la demolizione dei due edifici e la liberazione della cavea bassa segneranno i primi passaggi operativi dell’intervento, per il quale è stata calcolata una spesa di 4,5 milioni di euro suddivisa in parti uguali tra Fondazione Tercas, Regione e ministero dei Beni culturali. A questa cifra il Comune ha pianificato l’aggiunta di un ulteriore milione di euro, prelevato dallo stanziamento europeo ricompreso nel piano di sviluppo sostenibile Sus e inizialmente destinato alla riqualificazione del mercato coperto. Il progetto preliminare era stato presentato a inizio febbraio da Bellomo e dal sindaco Gianguido D’Alberto nel corso di un’assemblea al Parco della Scienza nella quale rappresentanti di associazioni e cittadini furono chiamati a esprimere valutazioni e suggerimenti. L’influenza più sostanziale è stata quella della Soprintendenza relativamente alla protezione dei reperti e altri aspetti dell’intervento. Per la salvaguardia delle gessareniti che compongono il monumento è stata prospettata una struttura leggera che riproduce il velarium con cui i romani coprivano gli spalti.
Nella seduta del 23, oltre a questo progetto, sarà esaminata la variazione di bilancio che preleva dal fondo di riserva 110mila euro destinati a coprire i maggiori costi di cui si è fatto carico l’ente per l’assistenza di minori accolti in strutture protette.
©RIPRODUZIONE RISERVATA