Teatro romano, il progetto a un archistar
Il Comune affida il recupero allo spagnolo Perez Arroyo. Venerdì incontro al ministero per i fondi
TERAMO. Sarà un architetto di fama internazionale come Salvador Perez Arroyo a firmare il progetto esecutivo del recupero del teatro romano. Il professionista spagnolo guiderà il gruppo di tecnici che, prendendo spunto dallo studio di fattibilità approvato dal consiglio comunale nel 2012, riporterà alla luce e renderà di nuovo fruibile l’antica cavea. L’incarico è stato affidato all’archistar madrileno e ai suoi collaboratori dalla commissione che ieri mattina ha concluso la valutazione delle proposte per la progettazione dell’opera. Si è concluso così un percorso lungo e tormentato, avviato due anni fa, che aveva portato all’esclusione di altri quattro gruppi selezionati in precedenza dall’organismo comunale. La designazione di Perez Arroyo precede di pochissimo l'incontro che si terrà venerdì al ministero dei Beni culturali per chiudere il cerchio relativo ai finanziamenti necessari per l’opera. Alla riunione con il ministro Dario Franceschini parteciperanno il sindaco Maurizio Brucchi, il consigliere comunale del Pd Alberto Melarangelo, l'ex deputata radicale Rita Bernardini, l’esponente radicale teramano Vincenzo Di Nanna e i rappresentanti di "Teramo Nostra" che sta seguendo da anni le vicende legate al recupero del teatro romano. La delegazione teramana chiederà al ministro di dare attuazione al protocollo d’intesa sottoscritto dal suo predecessore Lorenzo Ornaghi con Comune, Provincia, Regione e fondazione Tercas per il reperimento dei fondi da destinare all’intervento. Con quel provvedimento, infatti, il ministero si era impegnato a stanziare 1,5 milioni di euro necessari al raggiungimento della somma complessiva di 4,5 milioni di euro prevista per abbattare la parte ancora in piedi di palazzo Adamoli e casa Salvoni e fare riaffiorare dal terreno la cavea. L’intervento, destinato a creare uno spazio da 300 posti per eventi culturali, riceverà così una repentina accelerazione dopo le tante battute d’arresto del passato e le lungaggini burocratiche dell’ultimo periodo. A parte la questione del finanziamento ministeriale, infatti, la procedura è stata pesantemente rallentata proprio dall'individuazione dei progettisti che ha richiesto quasi due anni, perché i primi quattro della gradutatoria stilata non erano in regola con l’Inps.
Gennaro Della Monica
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