Teatro romano, il progetto all’esame dei teramani

5 Febbraio 2019

Domani confronto tra progettisti, ordini professionali e comitati civici Il sindaco: «Siamo pronti a prendere in considerazione tutti i suggerimenti»

TERAMO. Il recupero del teatro romano entra nella fase della condivisione pubblica. Si terrà domani alle 18, al Parco della Scienza, l’assemblea convocata dal Comune e al quale parteciperanno anche i progettisti dello studio palermitano Bellomo per analizzare l’intervento. Il progetto, modificato secondo le recenti prescrizioni dettate dalla Soprintendenza regionale archeologica e recepite dall’amministrazione, sarà sottoposto all’esame di associazioni, ordini professionali, comitati civici e cittadini che potranno così esprimersi sull’opera destinata al riutilizzo del teatro romano come arena per spettacoli ed eventi culturali. Lo scopo dell’incontro, che è stato inserito nel percorso di adozione del progetto definitivo con l’intento proprio di promuovere la democrazia partecipativa, consentirà ai tecnici e agli amministratori, primi fra tutti il sindaco Gianguido D’Alberto e l’assessore al “governo del territorio” Stefania Di Padova, di raccogliere indicazioni, suggerimenti e anche eventuali richieste di correzione del progetto. Quest’ultimo prevede l’allestimento di uno spazio da 600 posti e ha preso spunto dallo studio di fattibilità predisposto da Giovanni Carbonara e approvato dal consiglio comunale all’unanimità nel 2010. Superata la fase della condivisione con la cittadinanza, che non comprende altri incontri pubblici oltre a quello di domani, il progetto sarà sottoposto al varo consiliare prima dell’avvio della procedura di appalto. Nel frattempo l’amministrazione dovrà acquisire casa Salvoni e la parte ancora in piedi di palazzo Adamoli che andranno abbattute per riportare alla luce la cavea. Per D’Alberto l’incontro di domani «è un atto di autentica democrazia partecipata cui l’amministrazione comunale riserva particolare attenzione, in ossequio a quanto dichiarato nelle linee programmatiche». Il sindaco precisa che «siamo mossi dalla ferma convinzione che la condivisione delle scelte, in particolare di quelle che hanno così primaria importanza, sia elemento imprescindibile per favorire il riavvicinamento e per recuperare la fiducia nelle istituzioni attraverso la partecipazione consapevole. E siamo certi che i contributi di cittadini e portatori di interesse costituisca un valore aggiunto per la realizzazione del progetto».
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