Teatro romano, progetto a breve

29 Agosto 2018

D’Alberto: «Ho chiesto ai progettisti di consegnarlo per settembre»

TERAMO . Per fine settembre il progetto sul recupero del teatro romano sarà pronto. A fissare la scadenza è il sindaco Gianguido D’Alberto che, nel corso dell’ultimo incontro con i tecnici incaricati, ha sollecitato un’ulteriore accelerazione nella procedura che porterà alla fase esecutiva dell’opera. «Non possiamo perdere altro tempo», conferma il primo cittadino, «si tratta di un intervento atteso troppo a lungo dalla città». Le prossime settimane, dunque, potrebbero essere quelle decisive per la svolta, almeno riferita alla progettazione. Il sindaco ha colto l’occasione del colloquio con i responsabili dello studio palermitano Bellomo, a cui è stato affidato il compito di stilare il progetto preliminare dell’intervento, per ribadire i criteri a cui la soluzione proposta dovrà rispondere.
«Il punto di riferimento resta lo studio di fattibilità approvato dal consiglio comunale nel 2010», ricorda D’Alberto, «che prevede il recupero funzionale del teatro senza alcuna sovrastruttura». Non c’è possibilità, insomma, di cadere di nuovo nell’equivoco di qualche mese fa, quando è stata prospettata un’ipotesi progettuali che avrebbe ingabbiato il monumento di epoca imperiale in una pesante struttura di vetro e acciaio. Quella versione del progetto scatenò la feroce reazione di Teramo nostra e di altre associazioni, dando anche la stura alla costituzione del comitato civico per un referendum sull’intervento da realizzare. Quest’ultimo, stando alle richieste dei referendari, dovrebbe derivare da un ampio confronto pubblico attivato tramite un forum. L’impegno ad aprire il dibattito sul recupero del teatro romano è stato sottoscritto in campagna elettorale dal sindaco che conferma di volerlo mantenere nei fatti. «Sul progetto avvieremo una fase partecipativa», annuncia il sindaco, «che però dovrà avere necessariamente tempi stretti». Il confronto, insomma, sarà serrato. «Un intervento così importante non può essere ulteriormente ritardato», ripete il primo cittadino. L’accelerazione investirà anche la procedura per l’acquisizione di casa Salvoni e della porzione ancora in piedi di palazzo Adamoli, da abbattere per riportare alla luce la caevea e farla tornare utilizzabile come area destinata a spettacoli con 300 posti. (g.d.m.)
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