Teatro romano, scontro totale

10 Maggio 2023

L’annuncio di D’Alberto sul via all’appalto scatena reazioni a raffica

TERAMO . La pubblicazione del bando per la riqualificazione del teatro romano e i ringraziamenti rivolti dal sindaco uscente all’ex premier Giuseppe Conte e al’ex commissario per la ricostruzione post-sisma del Centro Italia Giovanni Legnini scaldano gli animi degli avversari di Gianguido D’Alberto e il dibattito si accende sui meriti della concretizzazione del progetto. Dal candidato sindaco Carlo Antonetti al sottosegretario regionale Umberto D’Annuntiis fino a “Futuro in” piovono rimproveri verso il mancato riconoscimento del ruolo avuto dalla Regione. Il primo ad intervenire è stato Antonetti: «Al solo scopo di aiutarlo ad avere una più reale visione della realtà», dice in riferimento a D’Alberto, «crediamo sia giusto ricordargli che i 7 milioni del Cis per il progetto del teatro romano, necessari all’avvio della gara, non sono arrivati a Teramo per divina illuminazione dell’ex premier Conte e del commissario Legnini, ma solo grazie all’impegno della Regione e, in particolare, del presidente Marco Marsilio».
A replicare ad Antonetti arriva il Pd, tramite l’assessora uscente Stefania Di Padova e il presidente del consiglio uscente Alberto Melarangelo (entrambi ricandidati): «Il candidato sindaco della destra continua a fare il ventriloquo del presidente Marsilio, confermando l’assoluta mancanza di autonomia, visto che a livello locale è la controfigura dei noti Gatti e Tancredi, alla guida politica e amministrativa della città dai primi duemila fino al 2018, e noti per le loro pubbliche prese di posizione contrarie al recupero del teatro romano. Egli conferma di essere totalmente impreparato perché attribuisce a Marsilio il finanziamento per la totale riqualificazione del teatro invece di ricordare che l’impegno di D’Alberto sul tema ha portato la totale copertura del finanziamento grazie allo stanziamento dei fondi da parte del ministero della Cultura e del Cis, attraverso le interlocuzioni con il commissario Legnini e l’allora premier Conte», scrivono. Duro D’Annuntiis che invita D’Alberto ad avere un «lampo di onestà intellettuale» e riconoscere i meriti della Regione: «Il sindaco dimentica, volutamente, che i progetti da finanziare vengono proposti al commissario dalla regione. Chi ha fatto sintesi, inserendo il teatro romano di Teramo e facendolo preferire ad altre richieste, è stato il presidente Marsilio». Il coordinatore di “Futuro in”, Giovanni Battista Quintiliani, bacchetta Di Padova e Melarangelo chiedendo loro conto delle presunte posizioni contro il recupero del teatro romano che avrebbe espresso Gatti: «Le citino, se ne sono capaci, oppure chiedano scusa per l’ennesima falsità». (v.m.)