Teatro romano, sono in corsa 13 imprese

Proposte da ditte teramane, abruzzesi e di fuori regione per l’appalto da 7,7 milioni sul recupero dell’area archeologica
TERAMO. C’è un nutrito gruppo di aziende interessate al recupero del teatro romano. Sono 13 le ditte, infatti, che hanno presentato offerte per la realizzazione dell’intervento destinato ad allestire un’arena da 600 posti nell’area archeologica di via Paris. Si tratta di imprese teramane, di altre province abruzzesi, ma anche di fuori regione, pronte ad aggiudicarsi l’appalto dal 7,7 milioni di euro che completerà la cosiddetta rifunzionalizzazione dei resti di epoca imperiale. A valutare le singole proposte sarà la commissione di nomina dirigenziale della quale faranno parte tecnici del Comune. L’esame delle carte partirà a inizio settembre e sarà finalizzato alla verifica dei requisiti e all’analisi delle proposte di allestimento dello spazio. La formula scelta, per questa come per altre opere, è quella dell’appalto integrato. La ditta aggiudicataria procederà all’elaborazione dei progetti definitivo ed esecutivo e aprirà il cantiere. Non sarà necessaria un’ulteriore gara per l’affidamento dei lavori.
Il finanziamento destinato alla seconda fase dell’intervento, che segue la demolizione di casa Salvoni e della parte che era ancora in piedi di palazzo Adamoli, rientra nel Cis, il Contratto istituzionale di sviluppo dedicato alle aree colpite dal terremoto del Centro Italia. Questo, a differenza del Pnrr che impone entro giungo 2026 la rendicontazione delle spese per le opere finanziate, non ha una scadenza perentoria, ma l’amministrazione punta comunque a stringere i tempi. Entro tre mesi la fase progettuale dovrà essere conclusa, stando ai tempi fissati dal Comune, per cui il cantiere potrebbe essere avviato nel primo scorcio del 2024. Il riferimento è il progetto preliminare elaborato dallo studio dell’architetto palermitano Girolamo Bellomo, esaminato in un incontro pubblico con cittadini e associazioni interessati e approvato dal consiglio comunale.
«Il nostro secondo mandato amministrativo concretizzerà questo intervento che da sogno si è trasformato in ambizione e adesso diventa realtà», tiene a sottolineare il sindaco Gianguido D’Alberto, «e le 13 ditte che hanno presentato offerte sono la dimostrazione di quanto quest’opera sia strategica per la città come riferimento culturale anche a livello abruzzese». Il primo cittadino ricorda il percorso iniziato con lo stanziamento da parte di Fondazione Tercas, ministero dei Beni culturali e Regione, «quest’ultimo recuperato da noi» puntualizza, che ha permesso di procedere all’abbattimento dei due edifici le cui fondamenta coprivano una parte della cavea. «É un risultato frutto di un lavoro di squadra tra tutti gli enti coinvolti», conclude D’Alberto, «a cominciare dalla soprintendenza con cui continueremo a collaborare anche nelle fasi successive».
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