Tecnici in sciopero al laboratorio analisi

Sono da soli di notte senza il medico in turno. La Uil indice la protesta per giovedì, con possibili repliche il 19 e 26
TERAMO. Tecnici del laboratorio analisi dell’ospedale di Teramo in sciopero giovedì ed eventualmente anche il 19 e 26 giugno. Lo annuncia la Uil Fpl che ha proclamato lo sciopero « a seguito dei cambiamenti unilateralmente introdotti – lavoro notturno in forma solitaria ed in assenza della guardia medica attiva – al punto da alterare, in senso peggiorativo, il “clima interno” (in passato, con il precedente assetto organizzativo, al turno notturno partecipavano almeno due unità, un medico per la validazione dei referti ed un tecnico)».
La Uil cita precise norme di riferimento per il lavoro solitario o isolato e rileva che nei laboratori analisi di tutti i presidi della Asl, in particolare a Teramo che ha i carichi di lavoro più gravosi, «vengono rilevate quotidianamente grosse criticità per una ormai cronicizzata carenza di personale tecnico e medico, con conseguenti ricadute negative sia sui pazienti che sulle prestazioni sanitarie». Il segretario della Uil Fpl Alfiero Di Giammartino commenta che «anziché tagliare le consulenze, le esternalizzazioni, i premi ed elargizioni varie ai direttori, in nome di presunti, quanto fantomatici, risparmi, si preferisce operare drastiche riduzioni dei diritti e peggiorare le già precarie condizioni lavorative dei tecnici di laboratorio». Poi l’affondo: «A fronte di una siffatta politica, insopportabile quanto irragionevole, non si può rispondere che con l'unico modo possibile per chi si guadagna il pane con il lavoro: lo sciopero, per difendere la dignità ed i diritti dei lavoratori e per contrastare le affermazioni di potere fine a se stesse, e per dire basta ai tagli lineari delle dotazioni organiche, al demansionamento dei professionisti sanitari e alle pretese di deroghe indiscriminate introdotte nella turnistica notturna».
Il problema al laboratorio analisi è stato segnalato già nel novembre scorso, in occasione di una procedura di conciliazione dal sindacato, ma senza esito.
« I lavoratori, a fronte di una siffatta posizione all'unanimità, nell'esprimere incredulità ed insoddisfazione, hanno ritenuto di dover ribadire e confermare in toto tutte le ragioni che hanno determinato la proclamazione dello stato di agitazione ed in aggiunta hanno deliberato di procedere oltre attraverso l'esercizio del diritto di sciopero, continua la nota, in cui si fa notare che « l’intero reparto sta vivendo momenti di enorme difficoltà con ricadute fortemente negative sulle prestazioni erogate» e che il personale « sottoposto a turni e carichi di lavoro insostenibili e non messo nelle condizioni normali dell'operare, non riesce a fornire le prestazioni professionali abituali». Ovviamente saranno garantiti i servizi minimi essenziali.
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