Tecnico atriano per l’ospedale di San Pio

ATRI . «Fu l’ingegnere di Casoli di Atri Gaetano Candelori a essere assoldato da padre Pio per la costruzione dell’ospedale Casa della Sofferenza a San Giovanni Rotondo». La scoperta di questo...
ATRI . «Fu l’ingegnere di Casoli di Atri Gaetano Candelori a essere assoldato da padre Pio per la costruzione dell’ospedale Casa della Sofferenza a San Giovanni Rotondo». La scoperta di questo importante passaggio storico è del gruppo di “Studio e ricerche storiche” di Foggia coordinato dagli architetti Dario Zingarelli e Gaetano Lombardi.Il materiale documentale inedito delinea un saldo legame tra il santo di Pietralcina e Atri. Nel 1945, appena terminata la seconda guerra mondiale, il frate riprese ilprogetto per la costruzione dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza. Ad aiutarlo nell’impresa, il primario chirurgo dell’ospedale di Atri Federico D’Alfonso il quale presentò la figura di Carlo Verdecchia, figlio di Giuseppe Verdecchia primo sindaco della città ducale. Era uno studente modello dell’accademia delle belle Arti di Napoli. Fu lui, sulle orme del progetto stilato precedentemente da Sirio Giametta, a produrre tutta la documentazione cartacea necessaria al frate per chiedere agli Stati Uniti le prime somme per finanziare e quindi iniziare la costruzione dell'ospedale a San Giovanni Rotondo. Purtroppo Carlo Verdecchia dovette presto abbandonare l’iter iniziato a causa di problemi familiari e lavorativi. Ma non volendo abbandonare il santo del Gargano nella sua impresa, dopo una ricerca di eccellenze su tutto il territorio locale propose Gaetano Candelori, l’ingegnere 50enne di Casoli di Atri, non ancora sposato, che lavorava ed era a capo del Genio civile di Pescara. Subito accettò l'incarico. I primi soldi da parte del Governo americano cominciarono ad arrivare e i lavori per la costruzione dell’ospedale iniziarono ufficialmente nel 1947. La testimonianza diretta del figlio di Federico D’Alfonso, Pietro D’Alfonso, all’epoca 15enne, è importante perché ripercorre quegli avvenimenti intercorsi tra Pescara, Atri e Casoli di Atri, svelandone per la prima volta i retroscena. L’amministrazione comunale di Atri, ha sostenuto fortemente l’importante iniziativa storica, culturale e domenica scorsa ha reso omaggio a Giuseppe Verdecchia, inaugurandone il busto a Casoli. (d.f.)

