Tela rubata a Milano comprata online e ritrovata a Teramo

28 Dicembre 2022

È un San Francesco dell’Ottocento, vale circa cinquemila euro Le indagini dopo i controlli avviati in rete, in due sotto inchiesta 

TERAMO. Un dipinto raffigurante San Francesco del maestro Giovanni Carnovali, detto il Piccio (1804-1873), è stato recuperato nel Teramano, a distanza di cinque anni dal furto, dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale dell'Aquila nell’ambito di un’inchiesta giudiziaria portata avanti dal pm Stefano Giovagnoni.
L’indagine risale a qualche mese fa. Ad attirare l'attenzione dei carabinieri è stata un'inserzione commerciale online di un dipinto. I successivi approfondimenti investigativi hanno consentito di confrontare le immagini con quelle contenute nella banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti che è il più grande database di opere d'arte rubate al mondo, gestito dallo stesso comando nucleo tutela patrimonio culturale. È stato così accertato che l'opera era stata rubata cinque anni prima a un privato a seguito di un furto nella sua abitazione di Milano e che ha riconosciuto il dipinto.
L'opera rubata, un olio su tela del maestro Carnovali detto il Piccio, artista di stile rinascimentale originario del Varesotto, ha un valore commerciale di circa 5mila euro e raffigura San Francesco d'Assisi con le sacre stimmate, episodio citato nella Legenda maior, una sorta di biografia di San Francesco d’Assisi scritta in latino da Bonaventura da Bagnoregio su commissione dell’Ordine dei frati minori e approvata dal capitolo generale di Pisa nel 1263.
Le indagini dei carabinieri hanno permesso di tracciare le fasi con cui l'opera è giunta a Teramo. Una volta concluse le indagini l'autorità giudiziaria teramana ha emesso un provvedimento di dissequestro e restituzione al proprietario che gli ha consentito, a distanza di cinque anni dal furto, di riappropriarsi di un'opera d'arte di sua proprietà considerata ormai perduta. Per quanto riguarda l’inchiesta, a chiusura il pm ha chiesto l’archiviazione per la teramana acquirente che ha comprato l’opera online per, si legge nella richiesta di archiviazione, «mancanza di dolo», mentre il venditore è stato identificato e denunciato per ricettazione. Per lui gli atti giudiziari sono stati trasmessi alla Procura di Milano per competenza territoriale.(d.p.)
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