Telecamere e intercettazioni al Riesame

La difesa di Giuseppe e Simone Santoleri prepara il ricorso contro gli arresti. L’avvocato Reitano: ricostruzione unilaterale
GIULIANOVA. La difesa si prepara a smontare quelle 55 pagine d’ordinanza del gip di Ancona per chiedere al Riesame l’annullamento della detenzione in carcere. Lo fa puntando essenzialmente sul merito e sulle esigenze cautelari. In attesa della nuova ordinanza del gip di Teramo (dopo la richiesta d’arresto bis depositata dalla Procura teramana in una procedura prevista dal codice per il passaggio di competenza territoriale) i tre avvocati che assistono Giuseppe e Simone Santoleri mettono nero su bianco il ricorso che entro fine settimana presenteranno al tribunale del Riesame di Ancona. Perchè, dice Gianluca Reitano che dall’inizio si occupa del caso insieme ai colleghi Gianluca Carradori e Alessandro Angelozzi, «nessun elemento raccolto è stato valutato a favore degli indagati, ma c’è stata una ricostruzione unilaterale».
Ex marito e figlio della 64enne pittrice teatina Renata Rapposelli sono accusati di omicidio in concorso e sottrazione di cadavere. Secondo inquirenti e investigatori marchigiani l’hanno uccisa quel 9 ottobre dell’anno scorso quando la donna si è recata nella loro abitazione giuliese con un treno partito da Ancona. E’ successo al termine di una lite scoppiata per questioni economiche, in un contesto familiare di rancore e odio. Poi i due, sempre secondo l’accusa, hanno chiuso il cadavere in una grossa busta, lo hanno nascosto in macchina per qualche giorno, coperto con un grosso scatolone e trasportato fino a Tolentino per liberarsene gettandolo in una scarpata. Ad incastrarli, sostiene l’accusa, le immagini catturate da una telecamera a Porto Sant’Elpidio, intercettazioni ambientali e telefoniche, depistaggi e falsi alibi dei due. Dice l’avvocato Reitano: «I fotogrammi delle telecamere sono talmente sfocati che è veramente difficile identificare la macchina di padre e figlio. Si vede solo una macchina bianca e basta. Per quanto riguarda le intercettazioni ambientali si tratta di frasi estrapolate da un contesto e che quindi possono dire tutto e niente». C’è un punto fondamentale su cui si sofferma e su cui, evidentemente, verterà il Riesame: «Ci sono stati particolari che ci fanno dire che sia stata una ricostruzione unilaterale in cui nessun elemento raccolto è stato valutato a favore degli indagati». Tra gli esempi il legale cita quello dei testimoni: «E’ stata data molta attendibilità alla farmacista di Tortoreto che dice di aver visto la signora Rapposelli intorno alle 16.30 di quel 9 ottobre, mentre invece nessun seguito è stato dato in quel momento, quando il corpo non era stato ancora trovato, ad una donna che diceva di aver visto Renata Rapposelli all’aereoporto di Bologna». In queste ore i tre legali hanno incontrato i loro consulenti che nei mesi precedenti hanno partecipato ai vari accertamento irripetibili disposti dalla Procura. A cominciare dai tantissimi eseguiti in casa e sulla vettura. «Esami», conclude Reitano, «da cui non è emerso niente. Non è stata trovata nemmeno una goccia di sangue».
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