Telecamere non attive da anni «La movida selvaggia è impunita»

Un cittadino denuncia la situazione di degrado tra piazza Dante e via Latini e l’assenza di controlli Il sindaco: «Mancava il regolamento sulla privacy, è in arrivo. E va riattivata la centrale operativa»
ROSETO. Proteste da parte di un cittadino residente in piazza Dante, Francesco Orlandi, per alcuni gravi episodi legati alla movida del fine settimana, ma soprattutto per gli impianti di videosorveglianza della piazza e di via Latini non attivi da anni ormai. «Nel centro cittadino ci sono impianti di videosorveglianza inspiegabilmente spenti per diatribe artificiose sulla privacy, tenute in piedi affinché restino inattivi», dice Orlandi, «a tutto vantaggio della mala-movida dei weekend e, cosa ben più grave, a scapito del lavoro identificativo dei carabinieri o dei vigili urbani in caso di reati. Tutto ciò è il frutto di una Roseto centro lasciata a se stessa, con una carenza cronica di parcheggi e in mano ad alcuni giovani che, in tanti fine settimana, fanno ciò che vogliono fino a tarda notte, e con un alone di anarchia anche per lo spaccio di sostanze stupefacenti». Orlandi si rivolge a tutta la classe politica: «Ricordiamo che le tasse si pagano anche per avere un sistema di videosorveglianza come deterrenza, e non per far giocare al rimpallo artificioso sulla legge della privacy. In comuni limitrofi la questione ha avuto la soluzione senza alcun problema, a riprova di un’assenza di volontà politica a Roseto, che fa comodo all’economia elettorale di pochi».
Il sindaco Mario Nugnes spiega perché le telecamere di videosorveglianza in piazza Dante e in via Latini, ad oggi, sono ancora inattive. «Mancava tutta la procedura della privacy, che mette a rischio il Comune in caso di utilizzo di immagini», precisa Nugnes, «ma comunque abbiamo dato l’incarico a un professionista che ha già ha redatto il regolamento sulla privacy. Lo abbiamo anche presentato alla Prefettura e stiamo attendendo che quest’ultima ce lo rinvii controfirmato per procedere poi alla riattivazione delle telecamere». Nugnes precisa anche che, per riattivarle, è necessario avere una centrale operativa. «Dobbiamo verificare se quella esistente è utilizzabile», prosegue Nugnes, «e, nel caso, renderla operativa e accessibile anche per i carabinieri. Nel regolamento, inoltre, c’è scritto che c’è la possibilità per i privati di convenzionare anche le proprie telecamere. Tutti noi vogliamo una Roseto più sicura e stiamo lavorando per questo. Ringrazio comunque tutte le forze dell’ordine per il quotidiano lavoro». Durante la scorsa amministrazione, le immagini delle telecamere sono state raramente utilizzate a scopi di indagine.
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