Telecamere spente, atti vandalici: inerti scaricati davanti al cimitero

La denuncia della consigliera Ciprietti: soldi spesi, ma il sistema di videosorveglianza non è in funzione Accuse all’amministrazione anche per le condizioni del monumento ai caduti: «È in pieno abbandono»
SANT’OMERO. Telecamere spente e vandali in azione. A Sant’Omero monta la polemica dopo alcuni episodi di deturpamento del patrimonio pubblico, in particolare del cimitero comunale, con atti di vandalismo.
La consigliera di “Sant’Omero Futura”, Nadia Ciprietti, ha denunciato lo scarico di materiale da costruzione proprio fuori le mura del camposanto del capoluogo che, da qualche giorno, è particolarmente frequentato in vista della ricorrenza di Ognissanti. «Mi chiedo soprattutto e chiedo a chi di competenza, come mai le telecamere installate per la tutela del patrimonio del Comune di Sant’Omero ottenute con il finanziamento del ministero degli Interni nel 2015 non siano attive», chiede, «forse perché l’amministrazione comunale in questi nove anni non ha mai proceduto a stipulare il contratto di manutenzione e, quindi, con il passare del tempo sono divenute inefficienti? Eppure ricordiamo come nella precedente campagna elettorale del 2019 si prometteva di implementare la videosorveglianza. Oltre a non aver fatto nulla in tal senso, addirittura non si è stati nemmeno capaci di rendere efficienti le telecamere esistenti».
In questo contesto, inoltre, c’è il mistero anche delle password detenute dagli uffici comunali e successivamente modificate. Password che dovrebbero essere messe a disposizione della polizia locale essendo questo l’organo di polizia giudiziaria.
A Sant’Omero, dunque, secondo la Ciprietti, il vandalismo passa impunito perché non ci sono occhi elettronici sulla città.
Altra questione sollevata riguarda il monumento ai caduti.
L’amministrazione comunale, il prossimo 4 novembre, intende commemorare i caduti santomeresi. Ebbene, sempre secondo la consigliera Nadia Ciprietti denuncia lo stato di degrado e di abbandono dell’area situata lungo la strada che conduce fuori il borgo storico, ritenendo la condizione di conservazione un’offesa alla memoria dei caduti per la Patria originari della città.
«Il luogo è lasciato all’incuria: suggerisco di ripitturare le pareti e sistemare la pavimentazione e non limitarsi a un semplice sfalcio d’erba affinchè il sacrificio dei nostri concittadini che hanno il loro nome ben inciso sulle lapidi possano essere onorate in un luogo dignitoso e decoroso» conclude il consigliere comunale di Fratelli d’Italia.
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