Teleponte, due cordate disposte a rilevare la tv

20 Agosto 2017

Sarebbero gli stessi imprenditori che si erano fatti avanti l’anno scorso L’appello di Brucchi: «Spero che il territorio si mobiliti per salvarla»

TERAMO. Resta pieno d'incognite il futuro di Teleponte. L'emittente, che da quattro giorni ha sospeso le trasmissioni dopo essere tornata in onda a dicembre dell'anno scorso, è ancora alle prese con una profonda crisi finanziaria da cui potrebbe uscire solo con una sostanziosa iniezioni di capitali freschi. Un paio di cordate di investitori sarebbero disposte a rilevare Teleponte dall'attuale proprietà, la Fin Television di cui è amministratore unico Chiara Morrone. Si tratterebbe di gruppi che già si erano mossi l'anno scorso, quando l'emittente dopo l'estate era rimasta oscurata per quasi quattro mesi. A parte gli aspetti debitori e l'eventuale costo della cessione, però, i potenziali acquirenti devono fare i conti con l'istanza di fallimento presentata da alcuni ex dipendenti nei confronti di Fin Television che a sua volta ha richiesto al tribunale l'ammissione al concordato preventivo in continuità. La situazione, insomma, è intricata ma ad auspicarne uno sbocco positivo è il sindaco Maurizio Brucchi. «Spero che il territorio si mobiliti per fare in modo che la frequenza torni attiva il prima possibile», afferma, «anche se ci sono molti aspetti da valutare e la vicenda di Teleponte è complessa». Il primo cittadino ricorda il sacrificio fatto nei mesi scorsi dai dipendenti della televisione che «hanno tenuto in vita e operativa l'emittente nonostante le tante difficoltà». L'impegno di giornalisti e tecnici, dunque, rischia di risultare vano. Il blocco delle trasmissioni è per il sindaco «un momento negativo per la vita della città» che impoverisce il confronto e non fornisce alcun vantaggio alla concorrenza. «La pluralità di espressione, oltre a garantire una maggior ampiezza all'informazione», tiene a evidenziare il primo cittadino, «aiuta anche i mass media e le televisioni in questo caso specifico ad assolvere al meglio al loro compito». A detta del sindaco, insomma, «il monopolio non aiuta» in un settore delicato come quello dei mass media che richiede un «lavoro molto difficile nel racconto della quotidianità senza distorsioni». Per questo, dunque, sarebbe necessario che Teleponte tornasse operativa con «una soluzione stabile che dia continuità all'informazione e serenità a chi lavora e finora ha garantito l'attività della frequenza». L'eventuale coinvolgimento di imprenditori che rilevino l'emittente, comunque, non può prescindere dalla valutazione degli aspetti giudiziari. «Serve chiarezza, ci sono procedure aperte che devono trovare una definizione certa», sottolinea ancora Brucchi, «ma va avviata anche una riflessione sulla perdita di una voce apprezzata da molti teramani». (g.d.m.)
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