Teleponte, pagati due stipendi

Tv in crisi, scende in campo anche il deputato Pd Ginoble: «Interesserò Legnini»
TERAMO. La proprietà di Teleponte ieri ha pagato due degli stipendi arretrati al personale, come aveva promesso nella riunione sindacale di venerdì scorso. Ora, sempre per tener fede agli impegni presi in quella sede, l’editore Aldo Di Francesco dovrebbe presentare un piano aziendale che garantisca la salvaguardia dei livelli occupazionali. La vertenza continuerà domani nel tavolo istituzionale convocato in Provincia, al quale dovrebbero partecipare anche il sindaco Maurizio Brucchi e il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino.
Sul caso Teleponte si registra negli ultimi giorni una mobilitazione della politica locale. Particolarmente attivo il Pd, che dopo il capogruppo regionale Sandro Mariani e il candidato sindaco di Roseto Sabatino Di Girolamo ha messo in campo ieri addirittura il deputato Tommaso Ginoble, Il quale, a sua volta, annuncia che coinvolgerà un big nazionale come Legnini. La sua nota recita: «Informerò nell'immediato il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, della vicenda Teleponte. Punto a una serie di azioni che coinvolga tutte le nostre istituzioni e i politici di riferimento. Sul salvataggio di Teleponte, sul mantenimento del livello di informazione capillare, dobbiamo essere tutti d'accordo per forza. Ogni giorno la politica si piange addosso per ciò che il Teramano, a tratti l'Abruzzo, perdono. Ho detto più volte che invece di lamentarsi bisogna mettersi al lavoro e creare sinergie e integrazioni. Nel caso di Teleponte siamo proprio di fronte all'occasione d'oro. Dobbiamo dimostrare che siamo capaci di mantenere quello che nei decenni è stato costruito. Attendo con ansia l'esito del tavolo delle trattative per rendere ancora più concreto il mio impegno, che intanto è quello di costituire un gruppo di attività con i rappresentanti provinciali, regionali e, come detto, nazionali».
Il caso Teleponte diventa anche l’occasione per chiedersi se a Teramo una sinistra esista ancora. È il senso della nota di Giovanni Ungaro, ex coordinatore cittadino di Sel, che scrive: «Prendendo atto dell'assordante silenzio del Circolo di Sel Teramo (la cui voce è completamente assente in questo triste episodio così come da mesi in molte altre vicende che necessiterebbero una presa di posizione di Sinistra), desidero far giungere ai giornalisti e ai tecnici di Teleponte il messaggio, a titolo personale, di piena e completa solidarietà e l'auspicio che possa quanto prima essere trovata una soluzione alla crisi»,
Si fa viva anche l’associazione consumatori Robin Hood, il cui presidente Pasquale Di Ferdinando scrive: «Vista la felice collaborazione intrattenuta tra l'associazione che rappresento e l'emittente Teleponte, considerabile 'di parte', mi sono fin qui astenuto da commenti sulla triste vicenda. Ma, considerato che c'è chi addirittura plaude alla sua chiusura, non intendo tacere oltre. Esprimo la mia sentita solidarietà ai lavoratori tutti dell'emittente storica di Teramo. La chiusura di una fonte di informazione rappresenta sempre una sconfitta».
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