Teleponte, si blocca la trattativa con Iannascoli e Campitelli

Oltre ai conti c’è il problema del canale: l’emittente teramana rischia seriamente di perdere il 15 Intanto i tecnici di Tv6 lavorano per riaccenderla, è il segno del patto Pallante-Di Francesco
TERAMO. Quale futuro per Teleponte? Difficile dirlo oggi. Il presente è fatto di trattative tra la proprietà e gli imprenditori interessati a trattare un eventuale (ma improbabile, vista la situazione) acquisto, oltre che di manovre tecniche operate da Tv6 per cercare di “riaccendere” la tv più amata dai teramani, oscurata da giorni per morosità, sul canale 15 del telecomando. Queste manovre potrebbero andare a buon fine nelle prossime ore, anche se gli utenti dovranno risintonizzare i decoder o effettuare la ricerca manuale sul canale 43.
Sul fronte trattative si è registrato un incontro tra Aldo Di Francesco, formalmente presidente onorario ma di fatto padrone di Fin Television, la società che detiene Teleponte, e due nomi molto conosciuti dell’imprenditoria e dello sport abruzzese: Danilo Iannascoli, manager pescarese che detiene circa il 30% delle quote del Pescara calcio nonché patron del Pescara calcio a cinque, e Luciano Campitelli, presidente del Teramo calcio. Iannascoli negli ultimi mesi avrebbe provato a rilevare diverse emittenti locali in Abruzzo, senza riuscirvi. Inevitabile che facesse un tentativo anche con Teleponte, sebbene i suoi interessi gravitino soprattutto su Pescara. La trattativa però si è arenata subito perché Teleponte rischia seriamente di perdere il canale 15 del telecomando (il cosiddetto Lcn) dopo averlo “rottamato”. Ora il ministero ha rifatto un bando finalizzato a creare una graduatoria in vista della riassegnazione degli Lcn, ma per conservare un Lcn servono determinati parametri di solidità e sanità nei bilanci ed è improbabile che Teleponte possa mettersi in linea con essi in tempi brevi. Questo significa che, sempre se sopravviverà alla crisi, l’emittente di Di Francesco slitterà molto indietro nei canali del telecomando. Questo, aggiunto a tutto il resto (situazione economico-finanziaria disperata, sfratto in corso, apparecchiature non modernissime) rende Teleponte molto poco appetibile, sebbene gli ascolti siano rimasti buoni vista l’affezione dei teramani alla “loro” tv locale più vecchia.
L’idea di Quintino Pallante, editore di Tv6 (rilevare solo logo e Lcn, fondando una Teleponte bis ex novo), resta al momento la più praticabile. E se Pallante si sta muovendo per riaccendere Teleponte non lo fa certo per simpatia o per beneficenza.(d.v.)
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