Teleponte, sospeso lo stato di agitazione

13 Maggio 2016

La proprietà s’impegna ad assumere i giornalisti ma ammette la crisi e chiede aiuto alle istituzioni

TERAMO. Dal tavolo istituzionale sulla vertenza Teleponte è scaturita la sospensione dello stato di agitazione da parte di giornalisti e tecnici dell’emittente in crisi. La proprietà ha sottoscritto un verbale, impegnandosi al pagamento di una ulteriore mensilità arretrata entro il mese e alla definizione di un piano per l'assunzione dei non contrattualizzati (ovvero i giornalisti), sicché la redazione ha ripreso già ieri a confezionare notiziari completi di servizi.

È il segno di una schiarita, e che c’è un futuro per Teleponte? Presto per dirlo, visto che nel tavolo di ieri in Provincia l’editore Aldo Di Francesco e l’amministratore delegato Mario Schintu hanno detto chiaramente che la società non ha liquidità e hanno chiesto alle istituzioni presenti un aiuto che, com’era inevitabile, il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino e il sindaco Maurizio Brucchi hanno detto di non poter garantire. Quando però, come si legge in una nota congiunta di Cgil e Sga (Sindacato giornalisti abruzzesi), Di Sabatino «ha proposto la liquidazione di una ulteriore mensilità di quelle arretrate a tutti, dipendenti e collaboratori, entro e non oltre il 30 maggio; facendo propria la proposta del Sindacato dei giornalisti, inoltre, ha chiesto che si avvii la regolarizzazione contrattuale dei giornalisti stessi e, infine, ha proposto la riconvocazione del tavolo delle relazioni il 30 maggio invitando la proprietà a presentare un formale Piano industriale», la proprietà di Teleponte ha accettato firmando il verbale. «I sindacati, quindi», continua la nota, «unitamente ai lavoratori, aderendo all'invito del presidente della Provincia, hanno sospeso lo stato di agitazione in attesa della riunione del 30 maggio e hanno convenuto con la proprietà di incontrarsi la prossima settimana per la definizione del piano di assunzioni». Giovedì prossimo si verificherà la possibilità di assumere i giornalisti e con quali modalità.

Resta difficile capire con quali soldi, anche se in questi giorni diversi imprenditori hanno avviato trattative – o semplici sondaggi – per rilevare Teleponte. Un ostacolo a queste trattative, a parte la grave situazione economica dell’emittente e il rischio di perdere la buona posizione sul telecomando, potrebbe essere anche la dichiarata volontà di Di Francesco di restare in società. La trattativa più plausibile resta al momento quella dell’editore di Tv6 Quintino Pallante, che di Teleponte vuol rilevare solo il logo aprendo una tv che sarebbe nuova per proprietà, sede e personale.(d.v.)

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