Tensione in aula sulla crisi politica

12 Luglio 2017

L’amministrazione non accetta il confronto con la minoranza sulla nuova giunta

TERAMO. La questione politica resta ai margini del confronto consiliare. In apertura della seduta di ieri l’amministrazione ha respinto il tentativo di vari consiglieri di minoranza d’intavolare un dibattito sulla nuova giunta e sulla crisi di maggioranza tutt’ora in sospeso. Le richieste del capogruppo di “Insieme possiamo” Gianguido D’Alberto e di Vincenzo Falasca, di recente fuoriuscito da “Futuro in” per schierarsi all’opposizione, hanno creato momenti di tensione ma non sono riuscite a forzare il blocco imposto dallo schieramento che ancora sostiene il sindaco Maurizio Brucchi.
Nel corso della seduta, però, il primo cittadino ha fatto diversi riferimenti al suo destino politico. «Ho fatto la mia scelta», ha chiarito, «voglio restare fino al termine della consiliatura, ma non dipende solo da me». Per riuscire nell’intento, infatti, Brucchi ha bisogno di 17 consiglieri dalla sua parte e al momento non li ha disponibili. «Per approvare il bilancio non bastano 15 o 16 voti», ha fatto rilevare, «per cui qualcuno dovrà fare le proprie valutazioni se non vuole il commissariamento». Chiaro il riferimento agli ex alleati che potrebbero garantirgli i consensi necessari restare in sella. Brucchi ha dispensato sorrisi e parole dolci, dopo i recenti dissapori, soprattutto nei confronti di Angelo Puglia (Al centro per Teramo) secondo cui, però, Brucchi ha perso la capacità di «puntare gli obietti e centrarli». (g.d.m.)